Contratti di solidarietà, Rossi incontra i sindacati: troveremo le risorse

FIRENZE – La Regione si impegna a trovare le risorse per garantire la copertura dei contratti di solidarietà le cui domande siano pervenute prima del 5 agosto, data in cui è entrata in vigore la sospensione dell'avviso pubblico regionale. Lo ha annunciato questa mattina il presidente della Regione Enrico Rossi Rossi nel corso dell'incontro con i rappresentanti regionali di Cgil Cisl e Uil insieme al consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini.

 
Nell'incontro si è preso atto della novità introdotta dal decreto attuativo del Jobs act , che come più volte sottolineato dalla Regione, ha cambiato la natura dei contratti di solidarietà, rendendo cosìsuperata l'integrazione che la Toscana, unica Regione in Italia, aveva garantito nella precedente fase, con lo scopo di diffonderne l'uso, con un ingente investimento di risorse regionali.
 
"Prendiamo l'impegno a ricercare le risorse – ha spiegato Rossi –nonostante le difficoltà di bilancio legate ai pesanti vincoli imposti dal Patto di stabilità, per arrivare così a coprire tutta la fase precedente il 5 agosto, data di sospensione  del nostro intervento. Ciò   potrà consentire anche alle aziende di poter erogare l'integrazione  ai lavoratori. Mi auguro inoltre che le nuove norme nazionali possano garantire, anche nella fase transitoria, a tutti ilavoratori che vi accederanno un trattamento di miglior favore, tale da non prefigurare disparità".
 
Nei prossimi giorni verranno affrontati gli aspetti tecnici della questione e sarà successivamente convocato un nuovo incontro con le parti sociali per arrivare a definire un'intesa. Nel corso dell'incontro il presidente ha lanciato ai sindacati la proposta di aprire un confronto sul tema del reddito di inclusione, facendo riferimento alla proposta presentata dalle organizzazioni sindacali insieme alla Caritas. "Il tema della povertà è sempre più presente in Italia e anche in Toscana – ha detto – credo che dovremo lavorarci, anche sul piano nazionale, per superare l'aspetto puramente assistenziale, gestito dai Comuni, legando invece il più possibile l'idea di un reddito minimo a politiche attive del lavoro e alla formazione. In questo modo le Regioni potrebbero avere un ruolo importante, anche attraverso le agenzie per il lavoro". Anche su questo tema è stato concordato di aprire un tavolo di confronto Regione parti sociali che si riunirà a breve.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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