Criminalità e sicurezza in Italia, cicli e anticicli: meno omicidi e scippi, più furti e lesioni

FIRENZE – Ci sono reati che crescono e altri in diminuzione in Italia. Lo racconta il Fisu, ovvero il Forum italiano per la sicurezza urbana, associazione che riunisce più di quaranta soci tra Comuni e Regioni e a cui anche la Toscana dal 2000 aderisce. Omicidi e scippi, ad esempio, sono in calo, mentre in crescita appaiono le lesioni personali dolose (il picco si è registrato nel 2012, il doppio che nel 1955 e cinque volte di più che nel 1985). In aumento sono anche le denunce di violenze sessuali. Altri crimini seguono invece cicli fluttuanti: i furti in appartamento, con picco alla fine degli anni Novanta, calo successivo e ripresa dopo il 2008, ma anche borseggi, rapine e furti nei negozi. Quel che appare chiaro è che il declino della criminalità, come fenomeno persistente, diffuso e duraturo, non è avvenuto in Italia.

Il rapporto del Fisu è stato una delle delle due relazioni al centro del seminario che si è svolto stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze: un'analisi ampia su fonti non comunemente analizzate, un'analisi con lo sguardo all'indietro lungo, che parte dagli anni Cinquanta, raffronta l'Italia con altri paesi per poi sintetizzare in una mappa, per il biennio 2012-2013 e come media dal 2007 al 2013, lo 'stato di salute' provincia per provincia, considerando reati predatori e reati violenti, ovvero sia furti, borseggi, scippi e rapine sia omicidi, lesioni e percosse e violenze sessuali. Con una considerazione di fondo: al di là delle 'specializzazioni' per provenienza prevale alla fine la demografia sulla componente etnica, par contare più l'età rispetto ad altre variabili e alla componente demografica (e al rilancio ad esempio di politiche giovanili e di prevenzione) gli autori della ricerca invitano a prestare attenzione per contrastare la criminalità, assieme ad azioni mirate – per quanto riguarda le vittime – legate ai diversi stili di vita.

Dai furti alle violenze: chi li commette e chi li subisce
Ma ecco i dati, quelli presentati stamani. Si comincia con i furti. Quelli denunciati nel centro-nord sono una volta e mezzo in più di quelli del sud e delle isole, più comuni nelle grandi metropoli che nei piccoli paesi. Tra le vittime non c'è differenza di genere fino a 24 anni (al sud il divario si manifesta un po' prima), ma poi la situazione cambia e i più esposti – o comunque i più tra chi li denuncia - diventano al crescere dell'età i maschi. Anche gli autori dei furti sono più uomini che donne, con qualche eccezione: al centro-nord e soprattutto tra i giovani le donne 'criminali' sono infatti tre volte di più che al Sud e nelle isole. Al centro-nord gli autori dei furti sono soprattutto giovani e più spesso stranieri, al sud più frequentemente giovani e adulti italiani.

Dal 2007 al 2013 sono stati denunciati in media in Italia 137.508 borseggi l'anno, di cui solo 16 mila al Sud e nelle isole. Il che non significa che ce ne siano stati in assoluti di meno: influisce non poco in questo caso la propensione alla denuncia, più alta al nord. Gli scippi rimangono diffusi al sud e nelle isole, più numerosi nelle metropoli, e le vittime sono per lo più donne: ogni 18 maschi che li hanno subiti ci sono infatti 48 donne vittime al centro-nord e 60 al sud. Gli autori sono quasi esclusivamente maschi giovani e giovanissimi, più italiani che stranieri. Per quanto riguarda le rapine, quelle contro le persone prevalgono al sud e nelle isole, quelle in abitazione (vittime più frequenti gli anziani) al centro-nord, come anche quelle in banca dove gli autori sono per lo più italiani, mentre la proporzione si ribalta per i furti in casa.

Dal 2007 al 2013 ci sono stati anche, ogni anno, in media 600 omicidi. Che pure sono in calo, con tassi tra i più bassi in Europa. Tra le vittime prevalgono gli uomini (quasi il doppio al centro-nord nella fascia tra 18 e 24 anni, divario ancora più ampio al sud) e uomini sono per lo più anche chi gli omicidi li commette, soprattutto tra i giovani. Prevalgono gli italiani: nel centro-nord sono però numerosi anche gli stranieri, sia tra le vittime e sia tra i carnefici.

Anche per lesioni e percosse i maschi sono le vittime più comuni, il numero delle femmine è comunque elevato. Gli autori, di nuovo, sono prevalentemente giovani e maschi, italiani sette su dieci con una percentuale pressoché identica tra chi le subisce.

Il rapporto si chiude con le violenze sessuali: 4.753 denunce di media ogni anno registrate tra il 2007 e il 2013, la maggioranza (3.428) al centro-nord dove gli autori sono soprattutto giovanissimi e giovani, mentre al Sud non mancano anche gli adulti. Le donne sono in questo caso la maggioranza tra le vittime: solo tra i giovanissimi ci sono otto maschi che subiscono violenza ogni 100 mila abitanti, che certo non è una percentuale irrisoria, ma sono ben settanta donne. Su cento denunce di violenza sessuale, sessanta indicano un autore italiano e quasi quaranta uno straniero. Le vittime sono per il 68 per cento italiane e per il 31,4 per cento straniere.       

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