CRPM, Rossi apre assemblea: “Più coesione e collaborazione in Europa producono sviluppo”

FIRENZE - Più politica in Europa per salvare l'Europa. E' quella che invoca il presidente della Toscana Enrico Rossi aprendo nel pomeriggio l'assemblea generale della Conferenza delle Regioni periferiche marittime che per tre giorni si sono date appuntamento a Firenze, 160 regioni di 28 diversi Stati dal Baltico all'Egeo fino all'Atlantico, membri e non dell'Unione europea.

Più politica in Europa, ripete Rossi, ma una politica con "pensieri e visioni lunghe" e più  attenzione ai problemi sociali e ambientali su cui costruire sviluppo e coesione. Più attenzione, ad esempio, sulla disoccupazione di lunga durata "che – sottolinea il presidente – è l'anticamera della povertà". "Dall'inizio del 2008 e da quanto la crisi è iniziata 4 milioni e 100 mila persone – ricorda – ci sono cadute in Italia, lo dice l'Istat. E molte di più sono state in Europa." Poveri assoluti e misurabili scientificamente, a cui, aggiunge più tardi ai giornalisti che gli chiedono degli emendamenti sull'Imu presentati al Parlamento italiano, potrebbe essere destinato un fondo da 1,5 miliardi l'anno alimentato dalla tassa sulle case di lusso. 

"La politica – sostiene Rossi dal palco - deve prendersi cura dei destini di questa comunità di oltre cinquecento milioni di persone che è l'Europa. Ma lo deve fare in modo unito ed ha la forza di farlo". Per costruire, aggiunge più tardi, la vera sicurezza, "che non è quella che si costruisce con i muri".

"Se non comprendiamo l'importanza della disoccupazione o della povertà – spiega Rossi – o l'importanza di tanti altri problemi che riguardano i cittadini abbiamo fallito. L'Europa ha fallito. La povertà, oltre a violare fondamentali diritti umani, impedisce lo sviluppo e la crescita. Se non affrontiamo in maniera adeguata la questione, rischiamo di annullare il fondamento stesso su cui si basa l'idea di Europa, ovvero l'idea di inclusione. Invece come Crpm siamo convinti che coesione e collaborazione producano sviluppo".

Serve più coesione e integrazione. Serve "un'Europa consapevole e condivisa a partire dai cittadini" - e dunque più Europa - per affrontare secondo Rossi i problemi che stringono il continente e l'Unione dall'interno e dell'esterno.

La Conferenza delle Regioni periferiche e marittime rappresenta 200 milioni di persone."Ma noi – ricorda Rossi agli altri membri della Crpm - non siamo un sindacato di categoria, quello delle regioni periferiche e marittime appunto, tutto intento ad ottenere maggiori benefici per i nostri associati   Noi siamo una libera associazione di Regioni che sono convinte che nella coesione e nella collaborazione fra le nostre comunità  possano venire motivi di sviluppo e benessere per l'intera Europa e che dalle nostre diversità e specificità possa venire un contributo all'unità dell'interno continente". "Ed è per questo – conclude – che la voce della Crpm è stata ascoltata in tanti momenti cruciali". 

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