Cultura, chiusure Dpcm “Servono meno psicofarmaci, più teatro e cultura”

Cultura, chiusure Dpcm “Servono meno psicofarmaci, più teatro e cultura”

Cala il sipario sui teatri, cinema e spazi dedicati alla musica e al ballo dopo l’ultimo dpcm.

Una chiusura dopo i lavori di messa in sicurezza e il lancio della programmazione autunnale. Dall’ultimo emozionante spettacolo dello scorso fine settimana al Teatro di Rifredi, “È stato commovente: la gente usciva in lacrime, credo che ci sia un grande smarrimento in questo momento anche perché le persone che sono venute a queste poche repliche si è sentita sicure”, ha detto Giancarlo Mordini, direttore artistico del Teatro di Rifredi, “La gente non può solo lavorare e rinchiudersi in casa”, continua Mordini, “servono meno psicofarmaci, più teatro e cultura”.
“Questa sala deserta ci fa venire un po’ di cuoricino, è stata una brutta sorpresa”, spiega Stefania Ippoliti, responsabile area cinema Fondazione Sistema Toscana, “ci sentiamo sottovalutati”.
Cinema, teatri e strutture culturali hanno realizzato degli investimenti per mettere in sicurezza secondo le norme sanitarie. “Non ci spieghiamo questa chiusura perché comunque abbiamo rispettato dall’inizio i protocolli anticontagio”, spiega Antonio del Villano, presidente dell’associazione culturale e scuola di ballo Tuballoswing, “non è una condanna a morte ma è un altro duro colpo che ci destabilizza”

 

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