Cultura ebraica, Barni: “Toscana costruttrice di ponti di solidarietà”


FIRENZE - E' Firenze ad aprire oggi i programmi della 16ma Giornata europea della cultura ebraica. L´evento vede il capoluogo toscano capofila nazionale di un calendario di appuntamenti che si articolerà in 72 città italiane.
 
Il tema di quest´anno è Ponti e attraversamenti, a simboleggiare la necessità di creare un punto di incontro tra diverse culture in un periodo storico in cui il multiculturalismo sembra messo costantemente in discussione.  Questa giornata  rappresenta ormai da anni una grande occasione di crescita e di arricchimento culturale per tutta la Toscana, terra segnata anche nel volto architettonico e artistico del paesaggio dalla presenza ultramillenariadi una comunità  come quella ebraica che qui viveva, gestiva commerci, pregava, lasciando un´impronta originale nelle usanze ed in tanti aspetti della vita quotidiana.
 
"Il rapporto tra la cultura ebraica e la Toscana è un rapporto indissolubile e profondo - commenta la vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni -  che fa parte delle fibre più profonde della civiltà  e dell´identità storica stessa di questa regione. Per questa ragione siamo impegnati a  tutelare nei tratti distintivi spirituali e materiali con cui si è espressa nella sua  tradizione millenaria, nella sua capacità di trarre  linfa vitale dal passato e dalla tradizione, ma al tempo stesso di aderire alla contemporaneità. Un modello di civiltà e di convivenza per una  società  che sarà sempre più multietnica e crocevia di culture e religioni e  nella quale è essenziale che l´identità si coniughi con l'integrazione senza sopraffarsi reciprocamente. L´integrazione non può significare perdita della propria identità, né la conservazione della propria tradizione culturale può significare chiusura al mondo o esclusione".
 
La giornata è intitolata Ponti e Attraversamenti, metafora e  simbolo  per eccellenza del dialogo e del confronto tra le culture, il tema cruciale dei nostri tempi. E la Toscana, ricorda Barni, nella sua storia si è distinta agli occhi del mondo per il suo impegno nella costruzione di  ponti di solidarietà e ponti di conoscenza. Nel suo passato la Toscana ha saputo offrire, accanto ai tempi bui dell´emarginazione e della segregazioni, luminosi esempi di accoglienza e di apertura. Come alla fine del XVI secolo quando Livorno, grazie alle  Lettere Patenti di Ferdinando I più note come le Livornine,  diventò città aperta, rifugio degli ebrei sefarditi cacciati dalla penisola iberica, esempio ideale di accoglienza e integrazione. Ed ancora, seppure in non poche città esistessero i ghetti, anche la Toscana non medicea garantì non  poche terre accoglienti e di sicuro rifugio come Pitigliano, Sorano e Sovana.
 
"La Toscana vuole continuare ad essere costruttrice di ponti di conoscenza e ponti di solidarietà - aggiunge la vicepresidente -  come è impegnata nella costruzione di "ponti di memoria" con il passato, ed in particolare con la pagina di storia rappresentata dalla  tragica catastrofe che nel novecento ha patito il popolo ebraico, per diffondere tra i giovani e nella società una cultura consapevole dei  meccanismi che dalla discriminazione e dall´odio razziale hanno portato alla barbarie. In un Europa che ancora oggi conosce i veleni dell'antisemitismo, del razzismo, impaurita e incapace di dare una risposta al fenomeno delle migrazioni di massa ed alle derive dei fondamentalismi, è compito comune della politica e della cultura e di tutte le istituzioni riconoscere il dialogo interreligioso e interculturale, come fattori ineludibili della società contemporanea, della sua coesione e civiltà".

 

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