Da Regione e Mise 15 milioni per il rilancio dell’acciaio a Piombino

ROMA - Ammonta a 15 milioni di euro, da ripartirsi tra Regione e Ministero dello sviluppo economico, il sostegno che le istituzioni sono disponibili a concedere agli indiani di Jindal per favorire la ripresa della produzione di acciaio a Piombino.

A margine della firma sul primo documento di intesa per la vendita della partecipazione dell'intero capitale sociale di Aferpi Spa, Piombino logistic Spa e GSI Lucchini Spa da parte di Cevital spa e Cevitaly srl a JSW steel Ltd, il presidente della Regione Toscana e il Ministro per lo sviluppo economico questa mattina hanno siglato una lettera in cui si impegnano a sottoscrivere un Accordo di programma "finalizzato al finanziamento di un Contratto di sviluppo da presentare ad Invitalia Spa ai sensi della legislazione vigente da parte di JSW Steel Ltd o di altra società da questa controllata a fronte di un programma di investimenti per il rilancio del sito industriale di Piombino".

È stata questa l'offerta decisiva da parte delle due istituzioni che più si sono battute per dare alla vertenza una soluzione positiva, che ha permesso di chiudere la trattativa tra il gruppo algerino e quello indiano.

Secondo l'intesa istituzionale "il contratto di sviluppo potrà prevedere, compatibilmente con la dimensione del programma di investimento, una quota di finanziamento a fondo perduto non inferiore a 15 milioni di euro e verrà assoggettato alla procedura del fast-track". Ovvero ad una procedura accelerata che consentirà di definire anche i parametri di suddivisione del cofinanziamento tra Ministero e Regione.

Per ciò che riguarda l'utilizzo di ammortizzatori sociali necessari alla gestione del piano di ristrutturazione, Regione e Mise "daranno ogni possibile supporto al fine di accelerare il processo di riconoscimento delle istanze avanzate dall'acquirente al Ministero del lavoro".

Rispetto alla concessioni demaniale e marittima in essere "si impegnano presso le competenti autorità a far sì che le concessioni stesse siano confermate a favore del soggetto acquirente".

Sarà infine cura di Regione e Mise "attivarsi per avviare un corretto confronto con le organizzazioni sindacali per la condivisione del Piano industriale".

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