DALLE ROCCE A CELLULE CARDIACHE: UNIVERSITA’ FIRENZE IN UN PROGETTO DI RICERCA

dalle rocce alle cellule cardiache

Dalle rocce un nuovo approccio allo studio delle cellule cardiache. Una ricerca di Cnr, Lens e Atenei Firenze e Friburgo ha dimostrato come anomalie propagazione segnali elettrici inducono a patologie.

Un team di ricerca coordinato dall’Ino-Cnr e a cui hanno collaborato il Laboratorio europeo di spettroscopie non-lineari (Lens) e gli Atenei di Firenze e di Friburgo, ha misurato per la prima volta alcune proprietà elettriche delle cellule cardiache sfruttando un’analogia tra la corrente elettrica e il trasporto di materia. Lo studio, che ha tratto spunto dall’ambito geologico, è pubblicato su Pnas e apre a nuove terapie mirate per infarto e aritmie.

“Il lavoro – spiega Leonardo Sacconi che ha coordinato i ricercatori dell’Ino-Cnr – ha tratto ispirazione da una ricerca pubblicata nel 1951 in ambito geologico, nel quale la velocità di diffusione dell’acqua all’interno di rocce porose è stata ricavata misurando la capacità delle rocce nel condurre la corrente elettrica. Le cellule cardiache sono caratterizzate da una complessa rete intracellulare, denominata rete tubulare, responsabile della propagazione elettrica all’interno della cellula”. Immaginando questa fitta rete di tubuli come la struttura porosa di una roccia, gli studiosi sono riusciti ad ottenere informazioni sulla propagazione elettrica a partire dalle loro caratteristiche diffusive, indagate attraverso una tecnica microscopica avanzata (Frap).

“Mediante un fascio laser ad alta intensità – spiega Marina Scardigli, primo autore dello studio e dottoranda associata Ino-Cnr -, abbiamo prima disattivato alcune molecole fluorescenti presenti all’interno della rete tubulare e poi abbiamo osservato il tempo che le molecole attive all’esterno della cellula hanno impiegato per diffondersi al suo interno. Sviluppando un modello matematico ad hoc, la diffusione delle molecole fluorescenti all’interno della cellula è stata utilizzata per determinare la conduttività elettrica della rete tubulare e quindi per valutare l’efficienza della rete nel propagare i segnali elettrici che determinano la contrazione cardiaca”.

“Con questa innovativa metodologia – conclude Sacconi – è stato possibile evidenziare anomalie della conduzione dei segnali elettrici in presenza di importanti patologie come l’infarto conclamato; anomalie nella propagazione possono indurre disfunzioni meccaniche nel cuore con conseguente propensione allo sviluppo di aritmie. Una migliore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare allo sviluppo di nuove terapie mirate a questo genere di patologie”.

The post DALLE ROCCE A CELLULE CARDIACHE: UNIVERSITA’ FIRENZE IN UN PROGETTO DI RICERCA appeared first on Controradio.

I commenti sono chiusi