Di tre Comuni uno: proposta di legge per fondere Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano

FIRENZE - Una nuova fusione di Comuni in vista, con il solito passaggio del referendum consultivo tra gli abitanti che li abitano. Stavolta sono i comuni di Chiusi della Verna, Chitignano e Castel Focognano, in provincia di Arezzo, gli interessati: tre comuni che dal 1 gennaio 2018 potrebbero diventare uno, con capoluogo provvisorio a Chiusi della Verna ma la possibilità di istituire più municipi.

"Abbiamo recepito la richiesta arrivata dai rispettivi consigli comunali e avviato l'iter previsto dalla legge regionale. Ora ne aspettiamo gli esiti" commenta l'assessore alla presidenza e ai rapporti con gli enti locali, Vittorio Bugli.

La giunta regionale ha approvato stamani la proposta di legge, che ora passerà in Consiglio regionale con un referendum da svolgersi entro il 2017. Se nascerà, il nuovo comune misurerà quasi 174 chilometri quadrati e conterà oltre seimila abitanti. Continuerà inoltre ad esser parte dell'Unione di Comuni del Casentino.

Chiusi della Verna, Chitignano e Castelfocognano si uniscono a Capolona e Castiglion Fibocchi, sempre nell'aretino, e a Castellina marittima e Riparbella in provincia di Livorno, oggetto lo scorso dicembre di due analoghe proposte di legge licenziate dalla giunta. Chiusi della Verna a fine 2014 aveva un popolazione di 2073 abitanti, distribuiti su un territorio di 102,5 chilometri quadrati. Chitignano di residenti, nello stesso anno, ne contava 903: 14,7 kmq l'estensione. A Castel Focognano, grande 56,61 chilometri quadrati, abitavano invece 3197 residenti.

Dal 2012 ad oggi sono stati diciassette i referendum per eventuali fusioni che si sono svolti in Toscana. Otto hanno avuto un esito positivo, con i Comuni che in tutta la Toscana si sono già ridotti da 287 a 279. Altrettanti non sono passati. L'ultimo, quello dell'Abetone e Cutigliano che si è svolto il 29 e 30 novembre 2015, è all'ordine del giorno della seduta del consiglio regionale di oggi e domani. La settimana scorsa la commissione affari costituzionali aveva già votato di andare avanti, preso atto che i sì dei due comuni sono nel complesso la maggioranza (ma non nella sola Abetone).

I referendum precedenti
Il primo dei diciassette referendum che ci sono già stati è stato quello del 6-7 maggio 2012 in Casentino, che ha coinvolto tredici diversi comuni ma bocciò il comune unico. Il 21-22 aprile 2013 di referendum ce ne sono stati ben quattro: negli otto comuni dell'Elba vinsero i "no", mentre si sono fusi  Figline e Incisa, Castelfranco e Piandiscò, Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Il 16 giugno 2013 è stata la volta di Castel San Niccolò e Montemignaio, dove i cittadini hanno detto che la fusione non era da farsi.  

Altri nove referendum si sono svolti il 6-7 ottobre 2013. Nel pisano i cittadini di Peccioli e Capannoli bocciarono la fusione con Palaia, dove avevano prevalso i "sì", mentre sono diventati un comune unico Lari-Casciana Terme e Lorenza-Crespina.  Via libera anche al nuovo comune di Pratovecchio Stia e a quello di Scarperia e San Piero a Sieve nel Mugello, mentre un "no" è stato registrato per Suvereto e Campiglia e per la proposta di un comune unico di Villafranca e Bagnone. Saltata anche la fusione tra Aulla e Podenzana e Borgo a Mozzano e Pescaglia. Il penultimo referendum, prima di quello dell'Abetone e Cutigliano, si è tenuto il 26-27 ottobre 2014, con la nascita dal nuovo comune di Sillano Giuncugnano.

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