Edilizia popolare, la giunta approva la proposta di legge. Ceccarelli: “Più equità ed efficienza nel sistema”

FIRENZE - Nuove norme per l'assegnazione e la gestione delle case popolari in Toscana e un'organizzazione completamente ridisegnata per il sistema di 'governance' dell'edilizia residenziale pubblica (Erp). Con la proposta di legge approvata dalla Giunta regionale, e trasmessa al Consiglio per l'analisi delle Commissioni e il voto in aula, la Toscana si appresta a varare un riordino complessivo del settore casa, con l'obiettivo di rendere più efficiente e più equo il sistema.

Il complesso lavoro di raccolta e revisione delle norme che regolano l'Erp, avviato all'inizio dell'attuale legislatura, ha portato alla stesura di una proposta di legge che corregge alcuni elementi delle precedenti normativa che si sono rivelati 'critici' dal punto di vista attuativo e interviene per razionalizzare e semplificare il sistema di gestione, in modo da ottimizzare le risorse e fronteggiare la maggiore richiesta di alloggi popolari conseguente alla crisi economica.

"Il nostro obiettivo – spiega l'assessore a infrastrutture, trasporti e casa, Vincenzo Ceccarelli - è semplificare e razionalizzare la gestione dell'edilizia residenziale pubblica, in modo da generare risparmi e garantire maggiori risorse per la manutenzione e la ristrutturazione degli alloggi. Vogliamo anche introdurre maggiore equità nel sistema e fornire ai Comuni ed ai gestori strumenti utili per ottenere il rispetto dei doveri di chi è assegnatario di un alloggio e dei diritti di chi è iscritto nelle graduatorie in attesa di assegnazione".

Più equità nel sistema

In nome del principio di equità è stato previsto un incremento medio del 10/15% dei canoni, esclusa però la fascia minima che rimane invariata, dato che in passato era stata l'unica ad aver subito un adeguamento. Sono state inoltre previste misure di salvaguardia in caso di aumenti anomali e meccanismi di calmierazione dei canoni per le abitazioni meno efficienti dal punto di vista energetico.

Sempre con l'obiettivo di dare ai Comuni strumenti più efficaci per affrontare le questioni e le criticità emergenti, come la coesistenza di abitudini, culture e stili di vita diversi, si prevede la possibilità di utilizzare un mediatore sociale e culturale.

Infine, la Pdl prevede maggiore severità e strumenti più efficaci per gestire i procedimenti di 'decadenza', per liberare e ridestinare gli alloggi assegnati in passato a famiglie che hanno beneficiato dei vantaggi di canoni agevolati a lungo e nel frattempo sono riuscite a mettersi nella condizione di poter cercare un alloggio sul libero mercato.

La riforma della "governance"

La proposta di legge aumenta l'elasticità ed i poteri dei Comuni a fronte di particolari esigenze abitative. In situazioni di emergenza i Comuni potranno riservare, previa informazione alla Giunta regionale, a bandi e graduatorie speciali fino al 40% degli alloggi da assegnare. La legge fa chiarezza anche sui requisiti di coloro che saranno assegnatari di abitazioni Erp. Saranno i Comuni a verificare il possesso e la permanenza dei requisiti necessari per essere inseriti nelle graduatorie, anche attraverso le banche dati delle pubbliche amministrazioni.

La proposta di legge ridefinisce gli ambiti ottimali (Lode) e prevede la riduzione del numero dei gestori dagli attuali 11 a 3. Tutto questo senza allontanare i servizi dall'utenza. Uno degli obiettivi della nuova legge sarà infatti proprio quello di avere contatti più diretti con il cittadino, tanto che la pdl prevede che, laddove fosse necessario, siano incrementati i front office per l'utenza.

La giunta regionale conferma i 100 milioni di investimenti in 3 anni. Con la prima variazione di bilancio sono stati già impegnati 24 milioni e a fine anno ne saranno impegnati altri 20/25. 

I commenti sono chiusi