Emittente radiofonica sequestrata a Firenze per ‘odio razziale’

Emittente radiofonica sequestrata a Firenze per ‘odio razziale’

Radio Studio 54, emittente radiofonica di Scandicci, è stata sottoposta a sequestro preventivo dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza del tribunale del riesame che ha dato ragione circa la necessità di non far proseguire le trasmissioni condotte dal titolare, lo speaker Guido Gheri.

Secondo il Tribunale del riesame, che ha accolto un appello del pm Christine von Borries, sussistono le ipotesi dei reati di diffamazione e di istigazione all’odio razziale per cui Gheri è indagato: in alcune trasmissioni Gheri non solo avrebbe diffamato un ex consulente e un ex suo avvocato, ma avrebbe diffuso tramite la sua emittente radiofonica, in trasmissioni da lui stesso condotte, “idee fondate sull’odio razziale” facendo riferimento “agli stranieri non come soggetti ben individuati ma come appartenenti a un’etnia, con ciò inducendo negli ascoltatori il pregiudizio che tutti gli stranieri siano cannibali, stupratori, ladri e incitando gli italiani ad avercela con gli stranieri”.

I carabinieri hanno, per questo motivo, apposto i sigilli al trasmettitore che permette di agganciare la frequenza assegnata; per il riesame appare evidente che “solo il sequestro della radio impedirà al Gheri di reiterare condotte analoghe a quelle per le quali si procede” anche tenendo conto di altri procedimenti giudiziari in cui è coinvolto.

“Così si perde una delle poche radio indipendenti del territorio”, ha dichiarato il consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti. “Ogni settimana vado a Radio Studio 54 – continua il consigliere leghista – per informare i cittadini sulle mie attività in Consiglio regionale, e se Guido alza i toni è più per un provocazione, cerca di coinvolgere gli ascoltatori”, “mi auguro che la controversia giudiziaria sia risolta il prima possibile – aggiunge Alberti in una nota – per la libertà di informazione di una storica emittente toscana, attiva dal 1975. Così si perde una voce radiofonica libera e si nega la libertà di espressione”.

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