Europee: anche in Toscana spira forte il vento leghista

Europee: anche in Toscana spira forte il vento leghista

(in attesa delle amministrative) I dati politici che ci offrono le europee sono essenzialmente tre. Innanzitutto c’è da rimarcare il grande successo delle destre, con la Lega al 34% e FdI al 6,5%, che cannibalizzano FI, a riprova del fatto che, almeno in questa fase storica, la rincorsa al centro sollecitata dai soliti ‘soloni’ non ha alcun senso. Salvini ha in mano il Paese ben più di quanto non indichi il già strabiliante risultato elettorale.

Vediamo come ne disporrà: 5 anni fa Renzi aveva il 40%, poi abbiamo visto come è andata a finire. Spesso il potere acceca. Anche se Matteo S. mi pare più solido, da questo punto di vista, di Matteo R. Il PD di Zingaretti, da parte sua, tiene, ed anzi aumenta i consensi. Ovviamente non rispetto a 5 anni fa, quando eravamo in un’era geologica completamente diversa. Tuttavia l’essere andato ben al di là rispetto al 20% dà al nuovo segretario uno spazio di agibilità politica impensabile fino a 6 mesi fa. Bisognerà vedere come sarà sfruttato, posto che la campagna elettorale, anche in virtù dei precari equilibri interni, è stata fatta col ‘freno a mano tirato’, soprattutto per quel che concerne le candidature proposte.

L’ultimo dato saliente è probabilmente il più importante in termini generali: M5S crolla. Non solo dimezzando i voti delle politiche, ma perdendo duramente anche nel confronto con le Europee di 5 anni fa. E le proiezioni sui comuni in cui si votava anche per le amministrative non sono certo rassicuranti. Lo scrivo da qualche mese: la linea politica di puro vassallaggio verso la Lega che Di Maio ed il suo gruppo dirigente sta portando avanti in questi mesi ha prodotto un vero disastro. Chissà se qualcuno avrà ora il coraggio di rimetterla in discussione. Difficile, visto la sicumera e la mancanza di capacità critico-analitica che continua ad attanagliare buona parte di quell’elettorato.

Di certo, se non ci sarà una scossa, M5S sarà destinato, se non all’estinzione (politica), sicuramente ad una severissima marginalizzazione. C’è un altro dato da prendere in esame: la sinistra non esiste ‘fuori’ dal PD. Mi pare evidente: le faide interne, la mancanza di una seria ‘rottamazione’ dei quadri, la stanchezza di una linea politica oramai incomprensibile ai più, hanno prodotto il disastro attuale, di cui i dirigenti, conoscendoli, eviteranno di assumersi il peso politico e storico. Ed anche qui, tra lo ‘zoccolo duro’ colgo una scarsissima capacità critica, di analisi della realtà, per cui mi pare ci sia poco da sperare. Infine i Verdi: una bella sorpresa. Ma in Italia, ancora tutta da valutare.

Domenico Guarino

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