Ex Cerpelli, azienda ancora convinta a chiudere lo stabilimento di Querceta

FIRENZE - Nuova riunione sulla ex Cerpelli di Querceta, lo stabilimento della Finder specializzato nella costruzione di pompe per la distribuzione di olio e gas. Dopo il primo tavolo con i sindacati e l'azienda incontrata lunedì pomeriggio, oggi è stata di nuovo la volta delle organizzazioni sindacali.

 

La Regione aveva chiesto all'azienda di soprassedere alla decisione di chiudere lo stabilimento, che vede impiegati trenta dipendenti, e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per valutare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire le difficoltà che attraversa il settore ed eventuali esuberi.

 

Per l'azienda, che ha uno stabilimento più moderno e di proprietà a Merate in provincia di Lecco (il quale conta 110 dipendenti), non ci sarebbero però le condizioni e di questo il consigliere del presidente per le politiche del lavoro, Gianfranco Simoncini, ha informato oggi i sindacati.

 

La Regione è disponibile ad un eventuale nuovo incontro congiunto, su richiesta delle organizzazioni sindacali. La Regione si era anche già impegnata a sostenere un'eventuale coinvolgimento del Ministero allo sviluppo economico, nel caso di esito negativo del confronto in sede locale e regionale.

 

All'azienda in ogni caso Simoncini aveva chiesto di utilizzare i giorni prima della nuova riunione per riflettere ancora sulla possibilità di utilizzare gli ammortizzatori anche come strumento, laddove non fosse possibile evitare la chiusura, capace di favorire la ricollocazione dei lavoratori o un diverso utilizzo dello stabilimento.

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