Expo, da Piero della Francesca all’isola del “buon vivere” raccontati dagli studenti della Toscana

FIRENZE -La sala Pegaso, la cornice di rappresentanza  della Regione Toscana è strapiena: ci sono allievi e insegnanti di 33 scuole di tutta la Toscana, di tutte le età,  che hanno lavorato sui temi di Expo 2015 grazie ad un'iniziativa realizzata dalla Regione insieme alla all'Ufficio scolastico regionale e alle scuole stesse. Sono qui per raccontare il loro lavoro, quello che li ha impegnati a riscoprire il territorio, la cultura, la storia, il cibo, ma anche la coltivazione di un orto con prodotti tipici toscani. "Esperienze e racconti - le scuole toscane verso Expo":il titolo dell'iniziativa che ha visto i ragazzi, a due a due, in rappresentanza delle varie scuole, spiegare il tema del loro lavoro e quello che ha significato per loro l'esperiemnza di Expo.

Cominciano i ragazzi del Liceo Scientifico e Linguistico Francesco Redi, di Arezzo. Il loro tema è quello della cittadinanza, della cultura e delle tradizioni del loro territorio. Piero della Francesca, l'artista sublime della Leggenda della vera Croce e della Madonna del Parto, è l'argomento prescelto, ma i ragazzi - spiegano - in questo contesto non hanno lavorato sul Piero della Francesca artista, ma sul Piero matematico, sullo studioso della "proprorzione aurea", la regola matematica che ha poi infuso nelle sue opere d'arte immortali.

Da Piero della Francesca si passa alle "trecciaiole", tipica lavorazione in paglia della Toscana dalla quale le donne ricavavano cappelli. E' il turno dell'Istituto Comprensivo Manzoni Baracca di Firenze. I giovani scolari hanno lavorato su questo, ma anche sulle tradizioni alimentari del tempo che fu. "Non c'erano le merendine - racconta lo scolaro - la merenda si guadagnava sui campi, dal pane con l'olio e il sale al pane con la marmellata. Erano merende più buone e anche più sane".

Ed è il turno dell'isola d'Elba, con l'Istituto Cerboni e con l'istituto comprensivo di Porto Ferraio.

"La nostra è l'isola del buon vivere" - scandisce Sara Ledda, la studentessa che racconta il lavoro compiuto. "Ora tutti abbiamo più chiaro che la vita del pianeta è la nostra vita. Mangiamo in modo più sano, conosciamo meglio la storia della nostra isola, sappiamo che il posto in cui viviamo è l'isola del buon vivere."

E ancora, l'Istituto Paritario "Mantellate" di Pistoia, che ha lavorato su "il mondo a tavola",  e l'istituto comprensivo Leopoldo di Lorena di Roccastrada - Grosseto, e poi l'Istituto Vegni delle Capezzine (Arezzo) e ancora l'Isis Agrario di Firenze e ttutti gli altri, che hanno animato la serata raccontando come hanno riscoperto cipolle, patate, pomodori della tradizione e come hanno imparato a cucinarli (in qualche caso) e a gustarli. Con un pizzico di consapevolezza in più sulla Toscana, la sua cultura, la sua storia, ma anche la sua qualità alimentare.

 

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