Fauna selvatica, verso un modello unico regionale di soccorso

FIRENZE - Un modello unico regionale di soccorso della fauna selvatica che dal primo gennaio 2017 dovrà quanto più possibile integrarsi con il soccorso degli animali domestici, e garantire livelli omogenei di intervento su tutto il territorio regionale, pur tenendo conto delle diverse realtà locali. In pratica verrà istituito un numero unico regionale per le richieste di soccorso.

Questo è quanto stabilisce la delibera approvata nell'ultima giunta su iniziativa degli assessori Stefania Saccardi e Marco Remaschi.

"Quello a cui vogliamo arrivare – afferma Saccardi - è un centralino unico per le segnalazioni e richieste di soccorso, indipendentemente dalla specie oggetto dell'intervento, mentre le procedure dovranno essere modulate secondo le diverse categorie (animali domestici/fauna selvatica). Alle AUSL viene affidata la cabina di regia, e la vigilanza e il monitoraggio sull'efficacia delle misure messe in campo. In particolare al Servizio Veterinario delle Aziende Sanitarie spetta il compito di istruire, tramite ESTAR, le procedure per le gare di affidamento del servizio di soccorso a centri specializzati nel recupero della fauna in difficoltà, dotati di veterinari e mezzi idonei".

"La Regione – dichiara Remaschi - è impegnata nell'articolare un soccorso il più possibile rispondente alle necessità e alla normativa regionale, che nell'art.38 della legge 3 del 1994 stabilisce che l'amministrazione regionale provveda al ricovero della fauna selvatica in difficoltà presso centri specializzati di recupero o servizi veterinari e poi alla sua liberazione, una volta accertata la completa guarigione. Tutto questo implica un forte impegno economico. Per le due prossime annualità – 2017 e 2018 - abbiamo infatti stanziato dal bilancio del Piano regionale agricolo forestale 760.000 euro, a fronte di 320.000 per il 2016".

Per tutti i casi di difficoltà della fauna sia in ambienti naturali sia, come succede sempre più spesso, in ambienti antropici, sono stati formulati degli indirizzi operativi uniformi che prevedono però per le tre ASL modalità applicative rispondenti alle singole realtà territoriali. E' chiaro che in Maremma o in Casentino le procedure saranno necessariamente diverse rispetto all'area della Città Metropolitana di Firenze.

Altro obiettivo centrale è l'attività di informazione e sensibilizzazione del pubblico, per divulgare le conoscenze relative a un giusto approccio nei confronti della fauna selvatica ed evitare che siano adottatati comportamenti di soccorso improvvisati che potrebbero rivelarsi inutili, dannosi, o costituire atti illeciti.

Se da una parte soccorrere un animale selvatico in difficoltà è un gesto di alta sensibilità, dall'altra è necessario essere consapevoli che un intervento errato può pregiudicarne la salute e la successiva possibilità di essere reimmesso allo stato libero. Pertanto la delibera contiene delle linee guida di comportamenti/procedure, destinate agli operatori del settore, per garantire non solo maggiori possibilità di cura e recupero dell'animale soccorso ma anche l'incolumità di chi si trova, spesso suo malgrado, ad intervenire per primo.

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