Fondo per non autosufficienza, dalla Regione 51 milioni per più servizi domiciliari

FIRENZE - 51 milioni del Fondo regionale per la non autosufficienza assegnati per il 2016 alle zone distretto per potenziare le risposte in favore dei cittadini in condizioni di disabilità e di non autosufficienza di età superiore ai 65 anni e estendere i servizi domiciliari. Lo stabilisce una delibera approvata oggi dalla giunta su proposta dell'assessore Stefania Saccardi.

 

"Risorse importanti che siamo riusciti a mantenere negli anni dopo l'approvazione della legge per il fondo per la non autosufficienza – ha detto il presidente Enrico Rossi nel briefing post-giunta – perché questo è un tema che riguarda direttamente e da vicino le famiglie. A queste si aggiungono circa 30 milioni provenienti dallo Stato. Potrebbero essere di più, ma non sono pochi. Ci sono poi i 9 milioni già assegnati per i progetti di Vita indipendente. Rivendichiamo con forza il non essere venuti meno a questo impegno, pur in assenza di una legge nazionale che sancisca il diritto all'assistenza per i non autosufficienti sulla base dei Lea (livelli essenziali di assistenza) e un fondo adeguato. E' una questione politica di cui in Italia, con questa ventata contraria a politiche pubbliche di sostegno al bisogno, non si parla più. In altri paesi, come Germania, Francia, Inghilterra, ci sono invece fondi specifici legati ai livelli essenziali di assistenza codificati per la non autosufficienza".

 

"Grazie alla legge sulla non autosufficienza ed alla destinazione di risorse regionali stabili nel tempo – dichiara l'assessore Stefania Saccardi - la Regione Toscana riesce a dare risposte personalizzate alle persone anziane non autosufficienti. La presa in carico avviene attraverso una equipe multidisciplinare che valuta il bisogno di ogni singolo anziano e predispone un progetto personalizzato tarato sulla singola persona e sui suoi bisogni, sanitari e sociali. Un esempio reale di integrazione sociosanitaria e di attuazione di quello che è il nostro criterio ispiratore, cioè 'mettere la persona al centro'.

 

La Regione Toscana dal 2010 finanzia con risorse proprie il Fondo regionale per la non autosufficienza, istituito nel 2008 con la legge 66, garantendo ai cittadini non autosufficienti varie tipologie di risposta. Per l'anno 2016 uno dei risultati su cui si punta è l'ampliamento dell'offerta dei dei servizi domiciliari, soluzione che è ritenuta più appropriata e sostenibile. Nel triennio passato il Fondo per la non autosufficienza è stato finanziato, oltre che da risorse regionali, anche da risorse statali. E nel 2013 è stato siglato dalla Regione Toscana un protocollo d'intesa con i sindacati per realizzare interventi di sostegno alle famiglie e ai lavoratori in difficoltà per la coesione e per il contrasto al disagio sociale.

 

La somma stanziata di 51 milioni è stata ripartita alle zone distretto utilizzando indicatori di carattere demografico. I beneficiari della ripartizione sono le società della salute dove costituite, oppure le aziende USL competenti per territorio o gli altri soggetti individuati.

 

Riepilogo del Fondo per la non autosufficienza

Il Fondo per la non autosufficienza in Toscana per il 2016 ammonta complessivamente a 88 mln di euro: ai 51 milioni assegnati con la delibera odierna vanno aggiunti 9 milioni già assegnati per la vita indipendente dei disabili. Ci sono poi 25 milioni da assegnare alle Aziende per quote sanitarie aggiuntive in RSA, e ulteriori 3 da assegnare per la disabilità. A questi si aggiungono le risorse che le aziende sanitarie destinano comunque alla presa in carico e cura degli anziani, con particolare riferimento ai ricoveri in RSA.

 

Numero assistiti in assistenza domiciliare

Sono 60.068 gli assistiti in assistenza domiciliare over 65 nelle 34 zone distretto in cui è suddiviso il territorio regionale.

 

Le prestazioni previste ai sensi della legge 66/2008 – istitutiva del Fondo per la non autosufficienza – sono:

  • interventi domiciliari sociosanitari, di aiuto alla persona, forniti in forma diretta dal servizio pubblico;
  • interventi in forma indiretta, domiciliari o per la vita indipendente, che consistono al 99 per cento in contributi badante;
  • inserimenti in strutture semiresidenziali, come i centri diurni;
  • inserimenti temporanei o di sollievo in residenza;
  • inserimenti permanenti in residenza, cioè nelle RSA cui la Regione Toscana ricorre quando le altre opzioni non sono praticabili. Sono oltre 300 le strutture per anziani per un totale di 14.000 posti letto su cui si sta investendo molto in termini di qualità, efficienza e messa in rete con il territorio.

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