Fratoni su rimborsi imprese alluvionate: “Chi ha diritto avrà tutti i contributi: molti già riscossi”

FIRENZE - "I soldi per gli alluvionati ci sono e nessuno li tiene fermi, né la Regione né Sviluppo Toscana. Una parte non sono ancora stati erogati semplicemente perché siamo in attesa di integrazioni da parte delle imprese che avevano a suo tempo presentato le domande, che sono state 'sospese' anziché essere rigettate ed archiviate".

L'assessore all'ambiente e protezione civile Federica Fratoni risponde al Movimento Cinque Stelle, che aveva insinuato che Sviluppo Toscana, società partecipata dalla Regione al cento per cento, trattenesse milioni di euro pubblici, destinati appunto anche ai rimborsi per le alluvioni del 2012, solo per farne fruttare gli interessi e senza finora averli mai resi all'ente. "Non è così" ricostruisce Fratoni. Gli interessi maturati sul fondo alluvionati, ad oggi 185 mila euro, torneranno alla Regione appena la pratiche di rimborso saranno chiuse. La rendicontazione finale è attesa per luglio. Ugualmente saranno accreditati alla Regione gli interessi sulla gestione di altri fondi pubblici.

Ma il punto vero è l'erogazione dei contributi agli alluvionati. "Chi aveva diritto ai rimborsi ed ha presentato quanto necessario – ci tiene a sottolineare l'assessore Fratoni – da tempo ha riscosso i contributi e chi presenterà le integrazioni richieste li avrà a sua volta ".

Il fondo, che la Regione ha affidato alla società Sviluppo Toscana affinché procedesse all'erogazione, si riferisce a tre bandi distinti rivolti alle imprese non agricole – e quindi industria, servizi, studi professionali, commercio e turismo – che nelle province di Grosseto, Massa Carrara e Livorno avevano patito danni a seguito delle alluvioni del 2012. Non riguardano i cittadini e i danni alle loro case e beni mobili. La disponibilità iniziale era di 18 milioni e 800 mila euro. A seguito delle domande presentate ne sono stati provvisoriamente assegnati 16 milioni e 655 mila a 368 imprese diverse. Per riscuotere rimborsi e contributi le aziende dovevano però presentare una rendicontazione delle spese di ripristino sostenute. C'è chi l'ha fatto per importi inferiori e chi ha presentato rendiconti incompleti o irregolari: così ad oggi solo 10 milioni e 16 mila euro sono stati saldati, compresi alcuni anticipi ad aziende la cui pratica ancora non è stata chiusa.

Della disponibilità che rimane, 4 milioni e 60 mila euro sono economie già certificate, che fuori dal gergo tecnico significa che sono soldi che torneranno alla Regione (e dalla Regione allo Stato) perché i benificiari hanno speso meno di quello che aveva indicato che avrebbero speso. Altri 3 milioni e 164 mila euro riguardano invece pratiche ancora in fase di definizione e dunque in sospeso, per saldi ancora non presentati, procedure di revoca da attivare (perché le aziende hanno chiuso o non avevano diritto ai benefici), perché non in regola con i pagamenti dei contributi previdenziali ai dipendenti (Durc irregolari) o semplicemente in attesa di integrazioni da valutare.  

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