Giornata regionale donazione sangue, Saccardi: “Dare omogeneità al sistema trasfusionale”

FIRENZE - Dare omogeneità al sistema trasfusionale toscano. Questo il filo conduttore della Giornata regionale della donazione del sangue, che si è svolta oggi a Torre del Lago, nel Teatro Puccini, intorno al tema "All'Opera per nuove armonie di rete". Organizzata dal Centro regionale sangue insieme a tutte le associazioni di donatori, l'iniziativa è stata l'occasione per riflettere su quali occasioni e opportunità per il sistema trasfusionale toscano possano aprirsi con i cambiamenti apportati dalla riforma del Sistema sanitario regionale a livello di organizzazione, di funzioni e di responsabilità. E per puntare sulla omogeneità.

A tirare le fila della mattinata di lavori con tutti i responsabili del settore, in primis Simona Carli, direttore del Centro regionali sangue e con il presidente dell'Anci toscano Matteo Biffoni, è intervenuta l'assessore al diritto alla salute, sociale e sport Stefania Saccardi.

Come creare omogeneità nel sistema, si è chiesta l'assessore. "Ovviamente ci sono le le norme che definiscono le modalità organizzative e di funzionamento e possono orientare e accelerare processi in questa direzione. La legge di riforma rappresenta certamente un acceleratore verso l'omogeneità. Ma ci sono anche esempi concreti già in atto, come la creazione della prima Officina di area vasta, che, con la condivisione 'obbligata' di un unico luogo di lavorazione, sta spingendo – attraverso riunioni e confronti – a uniformare tutto il processo, non solo quello della lavorazione, che rappresenta una dimensione minoritaria rispetto alle altre fasi di raccolta e utilizzo del sangue".

"Dal dibattito di oggi – prosegue Saccardi- mi sembra sia emersa la necessità per il sistema trasfusionale di imparare a 'raccontarsi' (e a posizionarsi) correttamente. Fino ad oggi il focus è stato quasi esclusivamente sulla donazione, manca tutta la parte relativa alla medicina trasfusionale. Invece va chiuso il cerchio: dalla raccolta all'utilizzo, va data visibilità completa del Sistema nella sua complessità. E questo comprende anche sia la dimensione di 'costo sia quella di 'risparmio' per l'intero sistema sanitario pubblico. Bisogna riuscire a far capire che questo sistema 'rende più di quello che viene investito, basta pensare alla raccolta del plasma e alla relativa produzione di farmaci plasmaderivati".

Per creare omogeneità occorre, per l'assessore al diritto alla salute, "recuperare anche la dimensione etica del sistema trasfusionale. Tutto ruota intorno al dono, un valore che non può essere sprecato. Tutti, a tutti i livelli, devono sentirsi parte di una filiera etica. E in questo senso è fondamentale l' atteggiamento nel rapporto con il donatore, sia da parte dei volontari, che degli operatori. Deve esserci un atteggiamento che riassumo in un concetto: prendersi a cuore la persona che viene a donare il proprio sangue".

L'ultima leva di omogeneità è infine l'organizzazione. "Dobbiamo mettere intorno ad un tavolo molte più competenze di quanto non abbiamo fatto fino ad oggi. Dobbiamo coinvolgere professionisti della comunicazione, esperti dell'Università e anche del mondo profit, perché è proprio da loro che possiamo imparare tecniche, strategie, capacità di pianificare e mettere tutte queste conoscenze e capacità al servizio dei valori etici di cui il Sistema trasfusionale è portatore. Questa è la novità che dobbiamo introdurre in modo sistematico e proprio in questa direzione vanno alcune novità introdotte nella festa regionale della donazione di quest'anno: la presenza dell'Anci, la presenza del Centro per le criticità relazionali, la ferma volontà di fare percorsi partecipati che vedano il contributo veramente di tutti".

"Comunque non dimentichiamo - conclude Saccardi - che il sistema trasfusionale toscano rappresenta  una delle realtà piú solide nel panorama nazionale con le sue oltre 200.000 donazioni l'anno effettuate da oltre 160.000 donatori, con un indice di donazione (donazioni per 1.000 abitanti tra 18-65 anni) di 98, anche se va rilevato che tale indice è sceso nel 2015 di due punti rispetto al 2014. E proprio per questo la Regione Toscana ha ritenuto di impegnarsi economicamente, anche in periodi difficili come questo, in una campagna di promozione della donazione prima dell'estate, quando il bisogno di sangue è maggiore. L'abbiamo chiamata "Per vincere bisogna donare il sangue".

I commenti sono chiusi