Giovani università: Sant’Anna decimo nel mondo, Imt ai vertici italiani. Rossi e Barni: “Medaglie per tutta la regione”

FIRENZE - Ancora un premio per il Sant'Anna di Pisa e di nuovo arriva dalla rivista inglese "Times Higher Education". L'ultimo risaliva appena ad un mese fa, a marzo: allora il Sant'Anna era stato il solo istituto italiano, assieme alla Normale di Pisa, a piazzarsi nei primi cento posti tra le migliori duecento università al mondo, cinquantesima la Normale e novantesimo l'altro. Adesso – la notizia è stata anticipata oggi da un quotidiano nazionale - nella speciale classifica delle università ed accademie fondate in tutto il mondo negli ultimi cinquantanni, il Sant'Anna (che di anni alle spalle ne ha trenta esatti) è addirittura decimo: primo in Italia (la Bicocca di Milano è cinquantunesima, Verona sessantaseiesima, altri più giù) e ai vertici in Europa.
 
"E' una grande soddisfazione - commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Le aziende che dall'estero scelgono di investire in Toscana lo fanno anche per la qualità delle nostre università e per la loro attività di ricerca. Questo premio rende dunque il nostro territorio ulteriormente competitivo". Il Sant'Anna di Pisa, istituto pubblico, è diventato un centro di eccellenza per la biorobotica negli ultimi anni. Si studiano, creano e testano arti artificiali, protesi in grado di recepire e trasmettere la sensazione del tatto, robot per applicazioni di pubblica utilità o da utilizzare nelle corsie degli ospedali. Ma non c'è solo la robotica. Nel campo delle scienze sociali e giuridiche ci sono i corsi sul peacekeeping e poi scienze agrarie e biotecnologie, l'ingegneria industriale e dell'informazione, gli studi sulla fotonica (con alcuni primati mondiali), su internet o il pomodoro nero. Ogni anno si producono oltre quattrocento ricerche su pubblicazioni scientifiche internazionali con qualcosa come 6.500 citazioni, si contano una quarantina di spin-off e un centinaio di brevetti, tra cui quello alla base del sistema di valutazione della performance in sanità, applicato per la prima volta in Toscana, e poi via via adottato da un newtork che oggi conta 14 regioni italiane nonchè dal sistema comparativo sullo stato di salute e di performance sanitaria dei Paesi OCSE (in particolare Australia, Austria, Cile, Finlandia, Francia, Giappone, Messico, Norvegia, Spagna, Gran Bretagna ed Stati Uniti).
 
"Sebbene le classifiche vadano sempre analizzate con molto spirito critico – aggiunge la vice presidente ed assessore all'università, Monica Barni -, ritengo che questo risultato importante per la Scuola Sant'Anna rappresenti un premio per l'intero sistema toscano universitario, distinguendo ancora una volta la qualità della ricerca toscana e la capacità dei nostri ricercatori di condividerla e comunicarla in contesti internazionali". Una medaglia che premia tanto impegno e la capacità di fare trasferimento tecnologico.
 
Quella della "Times Higher Education" è considerata una delle classifiche più severe nei criteri di valutazione. Il Sant'Anna di Pisa non è comunque solo. Ottime notizie arrivano infatti oggi anche per un altro istituto toscano, salutate con altrettanta soddisfazione dal presidente Rossi e dalla vice presidente Barni. La scuola IMT Alti Studi di Lucca migliora infatti la sua posizione nello U-Multirank, classifica ufficiale della Commissione europea. Si piazza così prima assoluta in Italia, davanti all'Università Bocconi di Milano e al Politecnico di Bari, tra le quarantaquattro scuole di dottorato. Eccellente anche il risultato ottenuto nel campo dell'internazionalizzazione, dove si aggiudica ancora un primo posto, sempre davanti all'Università Bocconi e al Politecnico di Milano. Infine, un prestigiosissimo terzo posto, e questa volta su scala mondiale, tra le università nate dopo il 1980.

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