Giovanisì, Grieco: “Nessun blocco dei tirocini, anzi dal 15 luglio sono partiti due nuovi bandi”

FIRENZE - "I tirocini non curriculari sono pienamente attivi in Toscana. Non c'è stato alcun blocco, anzi dal 15 luglio sono stati riaperti due bandi per il cofinanziamento regionale". L'assessore regionale alla formazione Cristina Grieco sintetizza così la situazione dei tirocini in Toscana, al fine di fugare dubbi e preoccupazioni emersi negli ultimi giorni a seguito di alcune notizie apparse sulla stampa nelle quali si ipotizzava una situazione di stop nell'avvio dei tirocini.

"Questo settore in Toscana è regolato da una legge che la nostra Regione, prima in Italia si è data sulla materia. Questa legge, che garantisce un uso corretto dei tirocini prevedendo un rimborso certo e garantito per tutti i tirocinanti, ha favorito un incremento continuo nell'attivazione dei tirocini con decine di migliaia di giovani che hanno continuato e continuano a vivere questa importante esperienza formativa. Grazie a questa legge non sono quindi possibili stop o attese per i giovani perché in qualunque momento dell'anno l'azienda, attenendosi alle regole, può attivare tirocini".

Ma oltre a regolare il settore in questi anni la Regione lo ha anche sostenuto fortemente erogando nell'ambito del progetto Giovanisì, un cofinanziamento regionale significativo, pari a una quota di 300 euro mensili su almeno 500 euro che vengono corrisposti per legge al tirocinante dall'azienda.

Grazie a questo intervento sono stati cofinanziati una fetta consistente dei tirocini: dai 975 cofinanziati nel 2011 si è passati ai 12.460 del 2015. In tutto 35.541 tirocini attivati in 5 anni per un importo pari a 65 milioni di euro. L'ultima tranche di fondi (24 milioni) si è esaurita nel dicembre del 2015: da quel momento, per circa 7 mesi, i tirocini hanno continuato a essere attivati (circa 4mila nei primi 4 mesi del 2016), ma senza poter beneficiare dell'intervento regionale.

Poi, dal 15 luglio, questa misura è ripartita con due nuovi bandi: il primo bando è destinato a tirocini non curriculari per giovani neo-diplomati, neo-laureati e giovani residenti o domiciliati in aree di crisi (Livorno e Massa Carrara) come nuovi destinatari; qui saranno concentrati 8 milioni di euro.

L'altro bando, finanziato col rimanente milione di euro, è invece finalizzato a tirocini obbligatori e non obbligatori per l'accesso alle professioni ordinistiche. "Con questi due bandi – spiega la Grieco - è partita la cosiddetta fase 2 con cui alcune delle misure tradizionali del progetto sono state rimodulate e rese ancora più conformi sia ai bisogni dei giovani che alle priorità strategiche della Regione Toscana.
E' una fase che arriva dopo che lo strumento dei tirocini, grazie alle normative e al sostegno pubblico, è ormai decollato".

Dunque, in materia di tirocini, nessun tempo di attesa o stop per i giovani toscani.

Le attese semmai riguardano il versante delle aziende:"Alcuni ritardi, ed è qui che può essere nato l'equivoco sulla stampa, riguardano semmai i tempi con cui sono stati erogati i contributi alle aziende i cui tirocini sono stati cofinanzati dalla Regione. E' un aspetto tecnico, dovuto ad alcuni passaggi di competenze e ad alcuni complessi adempimenti burocratici che comunque a breve sarà completamente risolto, perché anche questa tempestività è importante. Ma in nessuna misura questo ha impedito o rallentato l'attivazione dei tirocini".

A riprova del valore che questo strumento ha assunto per i giovani toscani arrivano anche alcuni dati statistici: secondo una ricerca condotta da 'Iris ricerche' sugli esiti occupazionali e formativi dei tirocini finanziati dal POR FSE 2007-2013 A 12 mesi dalla conclusione del tirocinio è risultato occupato il 57,2% dei tirocinanti, prevalentemente con contratti di apprendistato (oltre il 44%) e a tempo determinato (16,7%).

Inoltre, tra coloro che risultano occupati a 12 mesi dal termine del tirocinio, sempre secondo una rilevazione fatta da 'Idol', il 42,7% è riuscito a trasformare il tirocinio in un contratto di lavoro con l'azienda ospitante, mentre il 57,3% ha trovato lavoro in un'azienda diversa da quella nella quale ha svolto il tirocinio.

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