Grandi numeri e nuovi impegni per FTS nella stagione teatrale 2015-2016

FIRENZE – Non finisce di stupire la capacità di crescita di Fondazione Toscana Spettacolo pur in un periodo difficile come quello attraversato da qualche anno a questa parte. Le cifre annunciate stamani dalla presidente Beatrice Magnolfi illustrando la stagione 2015-2016 non lasciano spazio a dubbi; i Comuni coinvolti passano dai 61 del 2012-13 ai 67 del 2014-15; 103 i teatri e gli spazi culturali protagonisti rispetto agli 83 dell'annata precedente; 753 recite contro 685, e soprattutto 180mila spettatori di cui oltre 11mila abbonati rispetto ai 143mila (8mila abbonati) del 2012-2013, con una grande attenzione ai giovani.

Ma il 2015 è stato anche l'anno della svolta identitaria di FTS, come Magnolfi ha sottolineato: è diventata, grazie al riconoscimento del Mibact alla quantità e qualità dell'attività svolta, il primo circuito multidisciplinare italiano; e per la portata e il carattere sociale dei progetti sviluppati nel tempo sul territorio le è stato riconosciuto lo status di onlus. Magari, non ha mancato di lamentare la presidente, accanto ai riconoscimenti FTS si aspetta dal Ministero anche finanziamenti adeguati a quel ruolo e alle necessità per svolgerlo.

La stagione 2015-2016 si caratterizza soprattutto per la caduta degli steccati tra generi e forme di espressione: perciò via libera all'intrattenimento, alla ricerca e alla sperimentazione nel teatro, nella danza e nella musica, senza distinzione tra giovani e nomi affermati. Una Fondazione sempre più in rete e in sintonia con enti locali, artisti e la loro creatività in vista di un progetto culturale insieme colto e popolare, che punta a fare sistema.

"Abbiamo la coscienza delle tante sfide, non tutte semplici, che ci attenderanno negli anni a venire" – ha affermato la vicepresidente e assessore alla cultura Monica Barni, che ha colto l'occasione di stamani per rivolgere il suo primo saluto ufficiale al mondo dello spettacolo presente in forze all'auditorium di Santa Apollonia, a quanti vi lavorano per promuovere e diffondere la cultura senza mancare di rivolgere l'apprezzamento al lavoro svolto dalla Fondazione Toscana Spettacolo in questi anni. "La contrazione delle risorse che l'intero settore della cultura dovrà inevitabilmente affrontare impongono a tutti noi uno sguardo nuovo che sappia più utilmente coniugare l'idea di sistema in progetti operativi a cui, in particolare le Fondazioni regionali, dovranno rispondere con uno sguardo aperto ed una mentalità rinnovata".

"Il capillare lavoro che la FTS svolge attraverso una azione organica di distribuzione di spettacolo prosa, danza, musica dovrà confrontarsi con le più ampie necessità del sistema, potenziando, in linea ed in armonia con gli indirizzi regionali, le relazioni e sostenendo le produzioni toscane anche in ambito nazionale – ha aggiunto la vicepresidente -. Indispensabile sarà la collaborazione con i più rilevanti soggetti del nostro territorio, dal Teatro nazionale al Teatro di rilevante interesse culturale ai Centri di prosa e danza, al fine di assicurare una azione coordinata per garantire una sempre più ampia internazionalizzazione dell'offerta dei palcoscenici toscani. Con particolare attenzione alle forze nuove sia a livello nazionale che internazionale, per fare della Toscana un modello di officina creativa".

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