Grieco: “Giovanisì guarda al futuro, i nuovi strumenti per le politiche giovanili”

FIRENZE -  Si è appena conclusa la giornata di riflessione, scambio e confronto per fare il punto sulle politiche giovanili e delineare indirizzi futuri, partendo dal progetto Giovanisì della Regione Toscana che a partire dal 2014 si è intrecciato con il programma comunitario Garanzia Giovani, e con uno sguardo anche alle esperienze di altre regioni sia italiane che europee.

A tracciare un bilancio di questo lavoro "importante, che spero diventi un appuntamento stabile" è stata l'assessore regionale Cristina Grieco (istruzione, formazione e lavoro): "La nostra grande sfida – ha detto – è quella di proporre interventi integrati e significativi per migliorare le condizioni di vita dei giovani, soprattutto rispetto alla loro occupabilità e alla possibilità di costruire un progetto di lavoro e di vita. E' questa la posta in gioco centrale non solo per la competitività del sistema economico ma anche per la tenuta sociale stessa del paese e delle Regioni".

In un paese come l'Italia che ha una delle percentuali più alte in Europa di giovani Neet, cioè fuori da percorsi formativi e di lavoro, e dove la fuga all'estero di cervelli non è compensata da un numero altrettanto elevato di arrivi - il che porta ad un forte impoverimento di risorse intellettuali – "c'è la necessità – così Grieco - di affrontare la situazione con efficaci misure integrate di formazione e lavoro". I giovani sono un asset fondamentale del futuro, e naturalmente del presente – ha detto ancora l'assessore – e la Toscana con il progetto Giovanisì ha scommesso su di loro, avvicinando i giovani alla Regione, ma anche la Regione ai giovani e offrendo loro una maniglia cui aggrapparsi per non sentirsi abbandonati".

La Toscana andrà avanti con il progetto, privilegiando quelle azioni che avvicinino la scuola e la formazione al mondo del lavoro e che abbiano una carattere esperienziale. "Investiremo pertanto - ancora Grieco - sul sistema duale, e cercheremo di lanciare anche nuovi strumenti come l'alternanza scuola-lavoro e l'apprendistato formativo di primo e terzo livello. Continueremo su questa strada anche prendendo atto dei buoni risultati di Garanzia giovani, e del modello che rappresenta per incentivare nei giovani comportamenti proattivi e di avvicinamento ai servizi per l'impiego, punto di raccordo tra domanda e offerta".

Il punto fondamentale è che deve cambiare – e sta in effetti cambiando - il meccanismo: "Non bisogna partire dai bandi, ma dai bisogni del territorio, dalle motivazioni dei giovani ad avere una vita autonoma, un sogno di lavoro e dunque un progetto di vita. La Regione Toscana ce la sta mettendo tutta. E' una partita che vogliamo giocare fino in fondo".

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