“I lavoratori partecipino alla gestione delle aziende”. Rossi propone nuovo modello di relazioni

FIRENZE - Il presidente della Toscana Enrico Rossi lo ripete più volte. La Toscana ha bisogno di un modello di relazioni sindacali più avanzato "dove i lavoratori compartecipino alla gestione dell'azienda". Un "modello alla tedesca", che di fatto espliciti quella "diversità che la Toscana ha nel proprio dna: un modello di eticità ed equità che può evolvere in un modello appunto di compartecipazione".

 

La sottolineatura del presidente arriva nel corso della presentazione stamani a Firenze del rapporto dell'Irpet e di Unioncamere sull'economia e il mercato del lavoro.  "La Toscana ha tenuto ed è in piedi – dice -. Non si è piegata ed ha accettata la sfida della globalizzazione e della competitività. La Toscana emerge anche per la sua coesione sociale, per quella responsabilità dimostrata dalla gran parte di piccoli e medi imprenditori che hanno preferito indebitarsi e investire per conquistare nuovi mercati e dare fiato alla ripresa, anziché abbandonare lo sforzo produttivo e rifugiarsi nella rendita o nella speculazione finanziaria. La Toscana emerge per chi in fabbrica non si è sottratto ai sacrifici e dove si sono alzati i ritmi di lavoro, ma che sarebbe riduttivo leggere solo come sfruttamento. La Regione è con gli uni e gli altri, ambedue protagonisti della tenuta e della ripresa". "C'è in quei lavoratori una partecipazione nei fatti allo sforzo di gestione – sottolinea Rossi – e per questo serve un nuovo modello, introducendo un livello di dialogo che porti a superare il conflitto. Lo proporrò ai sindacati".

 

Serve nel privato, ma anche nel pubblica amministrazione a parere di Rossi e cita al riguardo la riforma in sanità portata avanti dalla Toscana. "Per capire come alleggerire la spesa dei 300 milioni tagliati dal governo e non pesare con nuove tasse sui cittadini – dice - ci rivolgeremo ai produttori di salute. Loro dovranno suggerirci come".

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