I numeri del bilancio 2016, risparmi e tasse invariate

FIRENZE - Il bilancio 2016 alla fine conterà 6 miliardi e 761 milioni per la sanità, 255 milioni di fondi vincolati e 1 miliardo e 491 milioni di bilancio effettivo dell'ente Regione, comprese le funzioni che erano delle Province. I fondi comunitari valgono 411 milioni.

Sul fronte della spesa corrente, la priorità è stata salvaguardare le politiche per l'istruzione e il diritto allo studio, la cultura e il sociale. Nei fondi europei già attribuiti si è cercato invece, come già accennato, un sostegno per altre misure e politiche regionali, incluso il progetto Giovanisì lanciato all'inizio della scorsa legislatura. Del resto grazie all'impegno e lo sforzo di compartecipazione, la Toscana per l'attuale settennato potrà contare su 143 milioni, venti milioni in più l'anno, provenienti dal bilancio regionale che consentiranno di riversare sulla Toscana 500 milioni in più da qui al 2020. Si punta naturalmente anche ad un ulteriore recupero dell'evasione fiscale, che già buoni frutti ha comunque dato in questi anni.

Uffici con il Pegaso nelle Province
Cambia il volto della macchina regionale, frutto di scelte fatte nel corso dell'anno e del riordino delle funzioni delle ex Province. Sono un migliaio i dipendenti che passeranno in Regione, che inaugurerà uffici territoriali. La Regione si occuperà direttamente anche dei sessanta sportelli degli ex centri per l'impiego provinciali con altri mille addetti, tra diretti e indiretti. Meno burocrazia e filiera accorciata per tanti settori, dalla formazione all'agricoltura e la difesa del suolo, dalla viabilità all'ambiente e la qualità dell'aria e dell'acqua, l'inquinamento acustico e l'energia, l'osservatorio sociale, le autorizzazioni Aia, Vas, Via e Aia, le aree protette, la caccia e la pesca.

"Sarà comunque una Regione più sobria e più leggera, con meno dirigenti e con una classe politica più consapevole di dover costare meno e sopportare un carico di lavoro maggiore" sottolinea Bugli. Più semplice anche, con maggiore chiarezza su chi deve fare cosa.

Affitti
Una Regione che spende già oggi, negli affitti delle sedi per i propri uffici, molto meno degli anni passati. Fino a cinque anni fa il saldo era negativo, nel 2014 uscite ed entrate hanno fatto pari e nel 2015 - contratti alla mano -, il saldo sarà addirittura in attivo di circa 200 mila euro. In sostanza è come se la Regione oggi non spendesse niente per gli affitti e già utilizzasse tutti immobili di proprietà. Un saldo che migliorerà ulteriormente nei prossimi anni, appena dismessi i locali di via Alderotti a Firenze dove hanno sede gli uffici della sanità. Altri risparmi sono il frutto di acquisti centralizzati e gare per il risparmio energetico.

Tasse invariate
Quanto alla tasse, il bilancio 2016 porta solo buone notizie. Non aumenterà l'addizionale Irpef regionale pagata da famiglie e lavoratori toscani, che rimarrà la stessa del 2015. Non sarà ritoccato il bollo auto, che vale 370 milioni nel bilancio della Regione. Non ci sarà alcuna accisa regionale sulla benzina e nessun aumento sull'Irap, l'imposta sulle attività produttive pagata da imprese e lavoratori autonomi.

Anzi, per gli esercizi commerciali montani con un imponibile fino a 77 mila euro l'anno è previsto un ulteriore sconto che si aggiunge all'agevolazione di cui già godevano: mezzo punto percentuale in più e dunque un'aliquota ridotta pari al 2,94 per cento. I possibili destinatari sono seicento, calcolano gli uffici, e un negozio con un imponibile di 40 mila euro ne risparmierà nel corso dell'anno 384 tra vecchio e nuovo sconto.

Sull'Irap la giunta toscana ha confermato anche gli sconti per chi toglie le slot machine da bar ed esercizi (mezzo punto di riduzione e aliquota al 3,4): al contrario avrà un'aliquota maggiorata di 0,3 punti chi decide di tenerle. Confermate le agevolazioni per le onlus, le imprese sociali, le aziende di servizi alla persona e per chi noleggia auto ed autocarri (aliquota per tutti al 2,98 per cento). Non potranno invece essere rinnovate, perché in scadenza, le riduzioni di cui beneficiavano le reti di impresa, le aziende innovative, quelle che hanno firmato protocolli di insediamento o che si trovano in aree complesse.

E' stato inoltre stralciato, rispetto alla versione spedita in Consiglio e su proposta della stessa Giunta, l'aumento sull'imposta regionale sui canoni demaniali marittimi, che avrebbero dovuto pagare i balneari che hanno in concessione tratte di spiaggia.

 

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