#IF2016, la filosofia del coworking per far crescere la PA in Rete

PISA - Per la Regione la sfida è quella della sinergia. Ne parla all'Internet Festival di Pisa, che si è inaugurato ieri, 6 ottobre, e che animerà la città fino a domenica. Solo facendo squadra infatti la pubblica amministrazione può viaggiare ai tempi della Rete e sfruttarne tutte le opportunità. Ne è convinto l'assessore Bugli, che usa la metafora del coworking. La sinergia è quella sugli open data ad esempio, che se riuniti e condivisi la Regione è sicura che possano diventare carburante per idee di impresa ma anche per semplificare la vita ai cittadini e rendere meno complesso il loro rapporto con la pubblica amministrazione. La sinergia è anche quella di Open Toscana, ovvero una piattaforma e un luogo virtuale che dal 2014 si candida a raccogliere sempre più servizi on line.

 

"Le imprese, quelle giovani e più innovative, lavorano in spazi di coworking e in questo modo ottimizzano le risorse e crescono - ripete più volte nel corso della giornata l'assessore alla presidenza e ai sistemi informativi, Vittorio Bugli. - Ebbene mi piacerebbe uno spazio di coworking, certo tutto da codificare, in cui il pubblico si contamini delle esperienze del privato e in questo modo cresca". Lavorare sulla Rete insomma, ma in rete. "Altrimenti – aveva detto la mattina sempre l'assessore intervenendo alla Gipsoteca dove si discuteva di internet e diritto - rischiamo di arrivare tardi". Serve il dialogo per darsi regole condivise su internet (e educare ciascuno alla responsabilità). Serve il dialogo per far crescere anche la pubblica amministrazione nella Rete.

 

"Devono per questo - spiega Bugli – collaborare tra loro tutte le diverse anime della pubblica amministrazione, Regione e Comuni, Regioni e Stato anche. Ma la cooperazione va estesa al mondo della ricerca pure, a qualche start up, ai cittadini e a chiunque sull'innovazione lavora". Una cooperazione che vuol dire anzitutto confronto, che è poi uno dei fili conduttori dell'Internet Festival, con i suoi quasi duecento appuntamenti in quattro giorni. Di sicuro è uno dei fili rossi delle iniziative che la Regione direttamente organizza all'interno del festival, diventato uno degli eventi del settore più importanti d'Europa.

 

Un Giovasì sempre più digitale

Il primo esempio di confronto e 'coworking' possibile offerto dai lavori della mattina arriva da Giovanisì, il progetto sui giovani tenuto cinque anni fa a battesimo dalla Regione. L'obiettivo è semplificare e digitalizzare ancor più i processi, perché non ci si può rivolgere a nativi digitali (o quasi) e chiedere loro di spedire una domanda per raccomandata. Il lavoro è iniziato da tre misure in particolare: tirocini, servizio civile e e voucher per l'alta formazione. "Il workshop – commenta Bugli – è stato utile per dare ossigeno e migliorare un servizio già positivo. Cogliere i suggerimenti che sono arrivati è fondamentale per una PA più smart e più vicina ai cittadini".

 

Open data e sviluppo

Poi, sempre nei locali della Normale di Pisa, è stata la volta nel pomeriggio degli open data. La Regione ha creato un gruppo di lavoro per la condivisione e il miglior utilizzo dei tanti data base che la pubblica amministrazione possiede, carburante per fare impresa (e dunque per l'economia) ma anche strumento, di nuovo, per semplificare la vita e il rapporto con i cittadini. Il primo impegno, non da poco, è stato capire cosa ogni pubblica amministrazione aveva e presentare quei dati in modo omogeneo, dagli orari dei mezzi pubblici di tutta la Toscana ai prezzari sui lavori pubblici che con gli open data possono essere direttamente 'risucchiati' all'interno dei software di ingegneri, architetti e imprese, dalle farmacie alle strade e ai numeri civici di una città, tanto per fare qualche esempio. Quel lavoro di ricognizione è concluso. Il passaggio successivo è capire come questi open data possono essere ora utilizzati al meglio. E oggi, all'interno dell'Internet Festival, la Regione l'ha iniziato a chiedere ad esperti, a chi nella rete vive e ad aziende come Ibm o Microsoft. Risultato: la Regione chiamerà assieme a Cispel e Anci, l'associazione dei comuni, aziende private che operano nel settore per creare un ecosistema digitale in cui la pubblica amministrazione aiuterà a produrre sviluppo con gli open data.

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