IL CAFFE’ SCORRETTO 14 settembre – Il virus in cattedra

IL CAFFE’ SCORRETTO  14 settembre – Il virus in cattedra
L’editoriale di oggi Domenico Guarino. La rubrica va in onda tutte le mattine alle 8.10 nella trasmissione 30 Minuti su Controradio.
Distanze, mascherine, cellophane e l’incubo che un banale raffreddore blocchi tutto e costringa a ricominciare da capo, come al gioco dell’oca. È la scuola bellezza! La scuola in epoca covid.
Quella in cui tutto è stato programmato per il ‘rischio zero’, i cui corridoi somigliano più a corsie di ospedale che a luoghi di didattica e dove ogni movimento si chiede sia controllato rigidamente. Se qualcosa va storto tutti a casa e poi si vedrà. Un lockdown camuffato e vigliacco che costringerà’ milioni di famiglie a fare i conti con l’imprevedibilità’ quotidiana. La precarietà eletta a sistema di vita. E a soccombere come sempre saranno i piu’ deboli. Come gia’ accaduto nei mesi. Passati.
Una scuola in cui si parlerà di ambiente ma che produrrà milioni e milioni di mascherine chirurgiche usa e getta, plastiche e dispositivi vari da smaltire ogni santo giorno. In cui si parlerà dell’importanza delle stare insieme ma si vieteranno i contatti. In cui la salute sarà ridotta ad un tampone negativo. Un scuola diseducativa e approssimata, che sarà destinata ad essere la parodia di se stessa. Non sono un esperto ma immagino e credo che si sarebbe potuto e dovuto fare di più e meglio.
L’assunzione di responsabilità, che è alla base della civiltà infatti, non significa negare il rischio, ma affrontarlo e gestirlo. Tutti insieme. Scuola, politica, società civile. Cosa che non è stato fatto finora. Speriamo venga fatto nei prossimi mesi, altrimenti sarà una tragedia.

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