Il presidente Rossi e il sindaco Nardella rispondono ai dubbi di Cesare De Seta sul destino del Memoriale italiano ad Auschwitz

FIRENZE – Non ci sono dubbi: il Memoriale degli italiani di Auschwitz troverà nuova casa a Firenze, e occuperà lo spazio Ex3 del quartiere Gavinana a Firenze, centro per l'arte contemporanea aperto nel 2009, inutilizzato dal 2012 e destinato a diventare polo della memoria e centro di un museo diffuso sulla deportazione (e non solo). Uno spicchio di città che sembra disegnato apposta, con la piazza Gino Bartali, popolare ciclista e indimenticato campione ma anche "Giusto tra le nazioni": lui che grazie ai documenti nascosti nel telaio della sua bicicletta e scorrazzando da una parte all'altra della Toscana contribuì a salvare molte vite di ebrei. E' questa, ormai da mesi, precisamente dallo scorso 24 aprile, la decisione concordata tra l'Aned, l'associazione degli ex deportati che del memoriale è titolare, il Mibact, il Comune di Firenze e la Regione Toscana.

 

Reso inaccessibile al pubblico dal 2011 per decisione della direzione del museo polacco, che da tempo aveva chiesto di rimuovere o cambiare la testimonianza italiana perché considerata troppo opera d'arte e troppo poco monumento documentale, non in linea con gli altri memoriali ed allestimenti, era addirittura malvisto anche per la presenza di simboli comunisti e quella falce e martello che il Parlamento polacco dal 2009 ha messo fuori legge al pari della svastica.

 

"Il memoriale italiano di Auschwitz è un'opera d'arte simbolo della memoria nazionale che deve essere valorizzato – è il parere del sindaco di Firenze Dario Nardella -. Per questo, dopo lo sfratto dal Blocco 21 deciso dalla direzione del museo polacco, abbiamo deciso insieme alla Regione Toscana e Aned, di candidare Firenze quale sua nuova casa. Una proposta che, grazie al Ministero dei Beni Culturali, si è concretizzata. È stata individuata la sede, l'EX3 a Gavinana che diventerà un vero e proprio Polo della Memoria, il cui fulcro sarà appunto il memoriale di Auschwitz e che vedrà anche un percorso museale all'avanguardia con una sezione dedicata al Museo della Resistenza e Liberazione. In questo modo il memoriale diventerà un centro attivo di formazione e diffusione della conoscenza rivolto prima di tutto ai giovani, perché la memoria è fondamentale per trasmettere i valori alle generazioni future. Quindi non c'è nessuna incertezza sul destino dell'opera che a Firenze non sarà solo tutelata ma valorizzata, rinnovando quel ruolo di strumento di trasmissione della memoria che era negli intenti dei suoi creatori"

 

"Abbiamo da sempre le idee chiare sul futuro del Memoriale – afferma il presidente Enrico Rossi – sulla scia delle politiche della memoria che la Toscana porta avanti da sempre e che hanno nella creazione del Treno della memoria che ha portato negli anni 6mila studenti ad Auschwitz: tenere accesa una luce su quello che hanno voluto dire fascismo e nazismo e sui rischi che ancora oggi possono minacciare le democrazie, sugli stermini e le violenze di massa del Novecento e di oggi. Non sarà infatti 'solo' un monumento, ma un centro attivo di formazione e diffusione della conoscenza. Un museo non-museo, moderno e multimediale, un esercizio antiretorico della memoria. Un monito e un inno al rispetto della dignità dell'uomo e della sua libertà troppe volte calpestata. Uno spazio dedicato non solo alla Shoah, ma a tutti gli stermini".

 

Il memoriale sarà smontato e portato via da Auschwitz entro le prossime settimane, secondo l'ultima proroga in ordine di tempo concessa dalla direzione del museo. Smontaggio, trasporto e messa in sicurezza dell'opera saranno a cura del Ministero per i beni culturali. Un'operazione che vale da sola diverse decine di migliaia di euro. Il Comune di Firenze metterà a disposizione la struttura che ospiterà l'opera e assumerà la direzione dei lavori di trasformazione dell'immobile. La Regione garantirà la valorizzazione culturale del memoriale. L'Aned curerà la progettazione artistica della nuova installazione, assieme all'architetto Belgiojoso figlio del progettista, e le schede, i documenti e il percorso che lo correderanno. Un comitato storico-scientifico presiederà alla ricontestualizzazione del Memoriale, con l'obiettivo di inaugurarlo entro due anni.

 

 

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