“Il robot che ruba il lavoro” ha inaugurato gli appuntamenti letterari della Giunta

FIRENZE - E' stato "Al posto tuo", l'ultimo libro del giornalista Riccardo Staglianó, ad inaugurare la serie degli appuntamenti letterari che verranno organizzati a cadenza mensile a Palazzo Sacrati Strozzi dalla Giunta regionale.

Lo ha annunciato il presidente della Regione, Enrico Rossi, al termine dell'incontro che si è svolto nella Sala Cutuli di Palazzo Strozzi Sacrati e al quale, oltre all'autore del volume edito da Einaudi, hanno preso parte anche il direttore dell'Irpef, Stefano Casini Benvenuti e Andrea Bonaccorsi dell'Università di Pisa.

Di fronte ai posti di lavoro che internet e le macchine si portano via, Staglianó non propone soluzioni luddiste che distruggano le nuove tecnologie, ma chiede che la politica faccia la sua parte per evitare che da qui al 2025 siano distrutti 5 milioni di posti di lavoro. E cita l'esempio della Kodak che negli anni d'oro dava lavoro a 140.000 addetti mentre oggi la omologa Istagram ne occupa 13. Insomma, come si risponde a chi teme una crescita economica senza lavoro?

Per il presidente Rossi la tecnologia, il lavoro oggettivato, si appropria del lavoro reale e la finanziarizzazione dell'economia completa un quadro che deve preoccupare.

"Con la globalizzazione il mondo è diventato una grande fabbrica - ammonisce Rossi - con ampi margini di sfruttamento ulteriore della manodopera a basso costo dei Paesi più poveri. Serve una tassazione in grado di combattere i paradisi fiscali. Tassare le piattaforme su Internet avrebbe reso un miliardo di euro, ma non si è voluto farlo. Il problema è il controllo sociale su questi processi e dobbiamo avere l'obbligo morale di creare lavoro ponendo la questione di nuovo al centro delle politiche dei partiti. Perché, come diceva La Pira, l'attesa della povera gente è prima di tutto il lavoro".

La considerazione conclusiva del presidente della Regione è dedicata al come fare a redistribuire il valore prodotto dal lavoro, prima di tutto utilizzando la leva del fisco perché il marxiano (plus)valore che si produce, deve essere socializzato. L'ipotesi di un universale reddito di cittadinanza resta non praticabile per i suoi costi insostenibili.

"Però di fronte ad un capitalismo e ad un mercato senza freni - é la sua conclusione - occorre pensare a garantire almeno un reddito dignitoso a quei 4,5 milioni di poveri che esistono in Italia, molti dei quali sono i lavoratori espulsi dai processi produttivi".

 

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