Immigrazione, Bugli: “In questa fase non va trascurata nessuna forma di accoglienza”

FIRENZE - "Il modello di accoglienza costruito dalla Toscana, quello dell'accoglienza diffusa, è un modello acquisito, con cui tutti si dichiarano d'accordo, ma questo non toglie che di fronte alle nuove difficoltà da affrontare, sia necessario, ribadendo questo modello, battere nuove strade, e anche forme di sperimentazione. E' quanto la Regione Toscana sostiene insieme ad Anci Toscana e che ha messo a punto in una nuova proposta di protocollo inviata al governo una quindicina di giorni fa".

Così l'assessore alla presidenza e alla sicurezza e immigrazione Vittorio Bugli che è intervenuto oggi alla tavola rotonda conclusiva della giornata molto partecipata di Dire e fare dedicata al tema immigrazione. Con lui e con il giornalista Stefano Liberti nel ruolo di moderatore c'erano Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e responsabile della commissione immigrazione e Domenico Manzione, sottosegretario al Ministero dell'interno.

"Ma cosa proponiamo?– ha proseguito Bugli – Tenendo conto che sono ancora una settantina i Comuni in Toscana che non hanno accolto profughi e che ce ne sono molti al di sotto della media, vanno introdotti a nostro parere dei meccanismi premianti per chi accoglie e fa. E disincentivanti per chi finora ha detto no. Troviamo insieme, sedendoci intorno a un tavolo con il Governo, delle formule per far funzionare un meccanismo del genere. Va anche preso atto che la Toscana è abbastanza in affaticamento visto che le strutture cominciano a mancare. Dobbiamo riprendere un po' fiato. L'anno scorso la Regione ha lavorato per mettere a disposizione vari suoi immobili. Ora dovrebbero darsi da fare in questo senso anche i vari ministeri e le agenzie dello Stato o che ruotano intorno ad esso".

Tra le vie sperimentali da percorrere Bugli ha sollecitato il governo, attraverso il sottosegretario Manzione, a sbloccare la soluzione dell'accoglienza in famiglie. Il sottosegretario ha dato la notizia che il provvedimento che consente il via è alla firma del Ministro.

"Anche la possibilità dell'accoglienza in appartamenti messi a disposizione da privati sarebbe - ha detto ancora l'assessore – un altro serbatoio importante da utilizzare. In questo momento dobbiamo ragionare facendo altri passi importanti per coloro che sono da tempo ospiti, che conoscono la lingua e sono più autonomi. Per esempio perché non utilizzare i tanti borghi abbandonati o le strutture del patrimonio agricolo o forestale per avviare anche dei percorsi di inserimento ulteriore dei migranti? Questo farebbe fare un salto di qualità all'accoglienza, uscendo da un percorso puramente assistenziale per avviarli - ovviamente chi di loro è in grado di farlo – in una direzione formativa che poi rende più facile l'integrazione".

L'assessore Bugli ha poi richiamato la necessità di velocizzare le procedure di riconoscimento e di sperimentare percorsi di rimpatrio volontario.

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