In prima linea contro la crisi, crescono i servizi all’impiego

La crisi che ha investito anche la Toscana e che ha portato alla perdita di centinaia di posti di lavoro e al ricorso, in misura massiccia, agli ammortizzatori sociali, non ha trovato impreparati i servizi all'impiego. I centri e gli sportelli che costituiscono la fitta rete organizzata in maniera capillare sul territorio toscano, non solo hanno retto all'urto posizionandosi su livelli più elevati rispetto al resto del paese, ma hanno saputo volgere in positivo l'attività cui sono stati chiamati in seguito alla crisi. In particolare hanno potuto, in questi ultimi due anni, affinare le proprie capacità di intervento e di lavorare in rete.

E' quanto emerso dalla ricerca, elaborata dall'Istituto per la programmazione economica in Toscana e dal settore lavoro della Regione, presentata oggi a Lucca nel corso di un seminario che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali per fare il punto sul sistema d ei servizi all'impiego in Toscana, cioè sugli strumenti cui ci si affida per facilitare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, ma anche per rendere più qualificato il lavoro, orientare le scelte dei cittadini e delle aziende, attivare quelle che gli addetti definiscono le politiche attive per l'occupazione.

«Credo si possa dire che gli investimenti fatti dalla Regione per rafforzare le strutture e le risorse umane dei centri per l'impiego - commenta l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini - abbiano dato buoni risultati. Grazie al Fondo sociale europeo abbiamo destinato, in passato, quasi 20 milioni di euro al rafforzamento delle strutture. A questi si devono aggiungere i quasi 200 milioni destinati alle politiche della formazione e del lavoro. Purtroppo,in questi mesi, si è avuto un forte aumento di situazioni di crisi, con l'inevitabile aumento del ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità. I centri per l'impiego hanno avuto la responsabilità di gestire le politiche attive del lavoro e la formazione, previste per la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro. Tutto questo, senza questo forte investimento non sarebbe stato possibile».

E' un impegno che prosegue, ha ricordato l'assessore, anche grazie alla nuova programmazione del Fondo sociale europeo. «Basti pensare al finanziamento della cassa integrazione in deroga che dal maggio 2009 ha già superato le 15 mila richieste e ai quasi 15 milioni di euro destinati a finanziare incentivi e misure per sostegno al reddito e occupazione nel 2010».

L'attività dei centri per l'impiego toscani risulta efficace soprattutto sul versante dei servizi specializzati (voucher, bilancio di competenze, percorsi individuali), settore nel si posizione su livelli superiori alla media italiana. Risultano invece ancora non pienamente utilizzati da parte delle aziende. Anc he la crisi ha determinato comunque una diminuzione nel numero dei contatti. L'assessore, a questo proposito, ha sottolineato «la necessità di far fare ai servizi un salto di qualità, per rafforzare e rendere più stringente ed efficace il ruolo di supporto nei confronti delle imprese, alle cui rappresentanze chiediamo uno sforzo per aumentare e rendere più costante il ricorso ai servizi.
Dal luglio del 2009 ad oggi gli sportelli dei centri per l'impiego hanno ricevuto oltre 27 mila lavoratori in Cassa integrazione in deroga, ai quali sono state erogate complessivamente 110 mila azioni di politica attiva, in media 4 per ciascun lavoratore. «La ricerca – ha detto l'assessore Simoncini – ha giustamente sottolineato il fatto che con l'attivazione della cassa in deroga, oltre a garantire reddito e posti di lavoro, è stato possibile sperimentare un primo tentativo di avvicinare le politiche attive e quelle passive. La rete dei servizi per l'impiego ha mostrato di essere all'altezza di questo compito e di riuscire a cogliere l'occasione di crescita costituita dal fatto di essere in prima linea ad affrontare l'emergenza».

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