In Toscana indebitamento 50% meno di media nazionale

In Toscana indebitamento 50% meno di media nazionale

Tuttavia la Toscana è la quarta Regione col peggiore disavanzo in Italia. Dice la Corte dei Conti, secondo cui “però è un disavanzo a fronte di investimenti che per fortuna sono stati completati”

“Ogni cittadino della Toscana ha un livello di indebitamento che è circa la metà rispetto a quello della media delle altre Regioni”. Lo ha detto Vittorio Bugli, assessore regionale al bilancio, all’udienza per il giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2016.”E’ vero che questo ci impone un risultato peggiore in termini di disavanzo – ha  aggiunto – ma per noi è anche fonte di soddisfazione sapere che grazie ad una gestione oculata su ogni cittadino toscano grava la metà del debito che pesa sui cittadini delle altre Regioni”.Per quanto riguarda i derivati, che sono fonte di perdite per la Regione, Bugli ha sottolineato che “si tratta di una scelta del passato, fatta per ‘assicurarsi’ contro l’eventualità di un rialzo dei tassi d’interesse visto che all’epoca non erano prevedibili la crisi e il conseguente crollo del costo del denaro”, mentre sulle partecipate “auspico di presentarmi il prossimo anno alla riunione di questa Corte presentando passi
avanti concreti verso la dismissione dell’intera quota regionale nelle società termali e con altri atti significativi”.

La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per la Toscana ha deliberato la
parificazione del rendiconto regionale 2016, a eccezione delle poste contabili relative ai progetti europei Cert-Ent e T-Net, considerate peraltro di “importo modesto” dalla Procura.
L’esercizio si è chiuso con un risultato finanziario negativo per 167,08 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai -620,72 mln del 2015. Il disavanzo sostanziale risulta pari a 3.024,76 mln, in calo del 13,7% rispetto al 2015. L’ammontare complessivo
del debito al 31 dicembre 2016 è pari a 1.942,43 mln, in calo rispetto ai 2.046 mln del 2015 e ai 2.164,5 mln del 2014.
“E’ una situazione in miglioramento, ma va attentamente monitorata”, ha affermato il consigliere di sezione Paolo Peluffo, ricordando che “la Toscana ha fatto degli investimenti sulla base di mutui che non ha acceso: pur di non aprirli, e
aumentare l’indebitamento, ha utilizzato le somme disponibili nella cassa. Questo, con la nuova normativa sul debito introdotta con l’innovazione costituzionale del 2012, ha creato problemi”.

Del disavanzo toscano, ha spiegato Peluffo ai cronisti, “la parte più rilevante, di oltre un miliardo di euro è relativa alla sanità, e c’è una parte importante sulle anticipazioni che il governo concesse col decreto 35 sempre in materia sanitaria, e stiamo parlando di oltre la metà di questi 3 miliardi di indebitamento. Però la Regione è in grado di farvi fronte, e il fatto che rispetto all’anno scorso la situazione sia migliorata di oltre 500 milioni lascia ben sperare”.
Per il consigliere di sezione, oggi in Italia “la Regione con le maggiori difficoltà sotto il profilo finanziario è il Lazio, la seconda è il Piemonte, la terza è la Sicilia e poi c’è la
Toscana. Ogni Regione ha una ragione diversa per cui trova in una situazione critica: sostanzialmente la Toscana è la quarta Regione col peggiore disavanzo in Italia, però è un disavanzo a fronte di investimenti che per fortuna sono stati completati”.

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