Incentivi alle aziende che rinnovano i contratti

La crisi cancella posti di lavoro: lavoratori che vengono licenziati o momentaneamente messi in cassa integrazione, ma anche lavoratori a tempo determinato a cui non viene rinnovato il contratto. Questi ultimi sono spesso le prime vittime, più indifese.

Così la Regione ha deciso di mettere a disposizione di ciascuna delle aziende che rinnoveranno i contratti in scadenza per almeno un anno un contributo di duemila euro. Un incentivo, valido fino al 2010, che dovrà essere accompagnato da un accordo sindacale e di cui potranno naturalmente beneficiare solo le imprese in stato di crisi, previo accordo sindacale.

«Si tratta di una misura straordinaria – spiega l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini – La strategia ordinaria della Regione rimane quella di favorire la stabilità e non la precarietà. Ma visto che i lavoratori a termine sono le vittime spesso meno tutelate di questa crisi, quelli che possono contare su più deboli ammortizzatori sociali, ci è sembrato giusto intervenire».

Non si tratta comunque della sola novità, all'interno del pacchetto anticrisi, a cui sta lavorando la Regione. L'assessore ha illustrato i prossimi provvedimenti ieri nel corso della conferenza regionale tripartita, ricevendo il via libera da tutti i sindacati, le associazioni di categoria e i rappresentanti delle Province presenti.

Bonus per i disoccupati: tre novità

Oltre agli incentivi per le aziende, la altre novità riguardano i contributi una tantum per i disoccupati che la Regione ha approvato a febbraio: 1650 euro per lavoratori atipici e a tempo determinato, che hanno perso l'impiego da almeno 3 mesi e non possono contare su alcun ammortizzatore sociale e 1650 euro di sostegno al pagamento del mutuo per coloro che hanno perso il posto di lavoro (anche quelli a tempo indeterminato) o sono in cassa integrazione.

Isee a 17 mila euro. Fino a luglio ne potevano beneficiare i lavoratori con un Isee, l'indicatore che misura reddito e capacità di spesa di una famiglia, non superiore a 12.500 euro. Poi era stata innalzato a 15.000. Ora sarà portato a 17.000, soglia già scelta come tetto per le borse di studio universitarie.

180 giorni anche con più contratti. Per poter aver diritto al contributo, tra gli altri requisiti, c'era quello di aver lavorato per almeno 180 giorni con un unico datore (ed è la seconda novità). Potranno ora essere anche la somma di più contratti, non necessariamente continuativi ed anche di datori di lavoro diversi.

Aiuti ai lavoratori degli studi professionali. Il contributo una tantum di 1650 euro (ed è la terza novità) sarà inoltre esteso anche a dipendenti degli studi professionali che hanno perso il posto di lavoro. Tutte modifiche che potranno essere fatte con una delibera di giunta, rassicura Simoncini, senza dover modificare la legge che ha istituito il fondo da 5 milioni di euro che è servito a finanziare i due bonus.

Cassa integrazione in deroga

Su questo fronte la principale novità è l'estensione della Cassa integrazione in deroga ai dipendenti degli studi professionali. L'assessore Simoncini ha inoltre informato che le domande arretrate presso la direzione regionale del lavoro sono state interamente istruite e in questi giorni sarà firmata l'autorizzazione al pagamento.

E' stato inoltre deciso, in omaggio alla massima trasparenza, che tutte le procedure che riguardano la Cassa in deroga gestite dalla Regione saranno messe on line. «Già dai prossimi giorni gli interessati potranno controllare lo stato delle proprie domande, venendo così a con oscenza in tempo reale dello stato dell'iter, delle eventuali criticità e i motivi dell'eventuale non accettazione».

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