Industria 4.0, Rossi: “Necessario coinvolgere le Regioni. La Toscana è pronta”

FIRENZE - "Finalmente un po' di politica industriale, ma ha ragione il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: è importante coinvolgere le Regioni e avere una politica industriale che sia coerente tra centro e periferia". Così, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi commenta il piano del Governo sull'industria 4.0 presentato oggi a Milano dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro Carlo Calenda.

"Siamo contenti - prosegue Rossi - che, a partire dal protocollo di intesa del 25 luglio 2016 tra Mise e Miur, siano stati identificati i primi 5 centri di competenza (Politecnici di Milano, Torino e Bari, Università di Bologna e Scuola Superiore S. Anna di Pisa) a cui affidare il compito di formare e sperimentare, con le imprese, le nuove tecnologie 4.0. Auspichiamo che anche le Regioni (soprattutto quelle corrispondenti ai 5 centri selezionati dai Ministeri) siano invitate presso il Comitato guida del Piano nazionale Industria 4.0, dove già sono presenti le associazioni di categoria, i sindacati ed altri enti".

L'analisi del presidente Rossi si concentra sul rapporto tra territorio, imprese e innovazione tecnologica. "E' normale - afferma - che l'Italia, secondo Paese trasformatore in Europa dopo la Germania, faccia le sue scelte individuando i primi centri in grado di declinare i progetti industriali innovativi sui territori assieme alle imprese. Il passaggio dagli slogan ai fatti è una buona notizia per le imprese, gli investitori e i territori interessati".

"Mentre l'industria di base - insiste - non ha ancora un adeguato piano di rilancio, una visione unitaria, è incoraggiante quello che si annuncia sul fronte dell'industria avanzata. E' chiaro però che i due livelli devono interagire e che il tessuto connettivo resta il territorio e la sua rete di distretti produttivi".

"In questo contesto le Regioni contano - afferma il presidente della Toscana - Basta pensare allo sviluppo economico, alla formazione, al trasferimento tecnologico". 

"Oltre l'Industria 4.0 e le tecnologie correlate (robotica, intelligenza artificiale, big data, internet delle cose, cloud computing, etc etc) – sottolinea Rossi – ci attende la sfida di applicarle al cuore manifatturiero del Paese".

In Toscana, l'Industria 4.0 è già una realtà. La strategia di specializzazione Ris3 - conforme ai criteri europei - prevede come aree prioritarie l'ICT-fotonica, la fabbrica intelligente, la chimica-nanotecnologie.

"La Regione Toscana – sottolinea il presidente – nell'ultimo bando di ricerca e sviluppo 2014-2015 ha già ammesso progetti riguardanti la fabbrica intelligente per 31 milioni di cofinanziamenti regionali e progetti per l'ICT per altri 41 milioni di contributi. Inoltre il S. Anna è presente in 11 progetti (4 per fabbrica intelligente, 5 per l'Ict), a dimostrazione di una scelta, quella odierna, non casuale da parte dei Ministeri. Ovviamente le competenze sull'Industria 4.0 sono diffuse anche nelle altre Università ed enti di ricerca della regione".

La Toscana è stata inoltre una delle prime Regioni ad approvare nell'aprile scorso uno studio che fotografa presenze e carenze delle tecnologie industriali 4.0 nei diversi settori produttivi del territorio regionale e individua i percorsi di transizione verso l'economia digitale.

Infine occorre ricordare che a luglio 2016 la Regione ha firmato un protocollo d'intesa con la Scuola Superiore S.Anna di Pisa ed il Gruppo General Electric per la creazione in Toscana di un centro di eccellenza in applicazioni digitali industriali avanzate.

"E' evidente – conclude Rossi – che le regioni come la Toscana sono già pronte a raccogliere la sfida lanciata oggi dal Governo e ad offrire il proprio contributo anche attraverso gli strumenti per il sostegno all'attività di ricerca applicativa da parte delle Università e per la formazione professionale".

 

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