CRONACA DI UNA RETROCESSIONE

Dalla Prima Pagina alla Cronaca Nera/ Novembre

Il generale Galvaligi, stretto collaboratore di Dalla Chiesa, mi disse che il memoriale di Moro era stato portato a Roma nella notte su un auto con due persone e fatto leggere ad un personaggio molto importante, fotocopiato e riportato a Milano. Operazione fatta a insaputa del giudice. il documento era di una sessantina di pagine e conteneva giudizi pesantissimi su Giulio Andreotti

Giorgio Battistini, chiamato come teste dall'accusa, su Repubblica del 28 Novembre


Il senatore a vita avrebbe incontrato Dalla Chiesa per un riservatissimo faccia a faccia all'indomani del ritrovamento del memoriale Moro, un documento ricco a quanto si dice di apprezzamenti tutt'altro che teneri nei confronti del Divo Giulio. Di quell'incontro Dalla Chiesa parlò con il suo collaboratore: il generale Galvaligi. Nessuno dei due militari può confermare i particolari di quel vertice: Galvaligi è stato assassinato in circostanze misteriose 15 anni fa, Dalla CHiesa è rimasto vittima della prima grande strage di mafia degli anni 80

E. Mignosi sul Corsera del 28 Novembre


Galvaligi come Dalla Chiesa. Il generale ucciso per i misteri del caso Moro? A distanza di tanti anni qualcosa continua a non tornare nei verbali degli interrogatori a cui fu sottoposto Aldo Moro. Giorgio Battistini giornalista di Repubblica è stato interrogato dai giudici in merito ad alcuni articoli da lui pubblicati nel 78: il contenuto delle sue dichiarazioni è clamoroso

Titolo e catenaccio sull'Unità del 28 Novembre


Ho incontrato Andreotti due volte. La seconda fu quando gli andai a riferire del progetto di golpe Borghese. Poi lo prese in mano Claudio Vitalone e lo fece finire in niente. Secondo me in cambio di incarichi politici. Tant'è vero che poi è diventato sottosegretario

Il generale Maletti in un'intervista con Andrea Purgatori sul Corsera del 28 novembre


Per stringere devotamente la mano al Papa, Andreotti si mette pazientemente in fila. Il pontefice lo saluta, quasi lo abbraccia, ma nessuno può sentire cosa i due si dicono. Si vede solo con chiarezza che Giovanni Paolo II parla fitto fitto mentre Andreotti annuisce compiaciuto con un ampio sorriso

Orazio La Rocca su Repubblica del 26/11/95


È la seconda volta nel giro di pochi giorni che il Papa si trova coinvolto in incontri con personaggi indagati per associazione mafiosa. Ieri è toccato a Giulio Andreotti. Giovedì scorso è stata la volta di Salvatore Cassisa, vescovo di Monreale

Sull'Unità del 26/11/95


La foto con il Papa non potrà certamente essere tra quelle che la Procura di Palermo gli contesterà

Enrico Mentana nel TG5 del 25/11/95


Potrebbe essere chiamato a testimoniare anche Gaetano Sangiorgi, il medico analista che fece da basista per il delitto del suocero Ignazio Salvo. E se dovesse accadere, il medico sposato con Angela Salvo potrebbe trasformarsi in un altro dei grandi accusatori di Giulio Andreotti. Se esiste davvero il vassoio d'argento regalato dal senatore a vita per le sue nozze, lui saprebbe dov'è nascosto

F.Cavallaro sul Corsera del 21/11/95


Senatore si penta del suo potere

Titolo di Repubblica del 21/11/95 sull'intervista di Montanelli


Andreotti è un pesce di difficile cottura

Indro Montanelli nell'intervista del 20/11/95


Si vuole scoprire e processare i veri colpevoli dei delitti di mafia o dare sfogo a rancori politici contro persone e contro ciò che esse hanno rappresentato?

M. Agnes, direttore dell'Osservatore Romano 20/11/95


L'incontro chiesto da Falcone a De Mita nel 92 richiama un curioso parallelismo. Anche Dalla Chiesa, poche settimane prima di morire, richiese un appuntamento all'allora segretario della Dc, per richiedere appoggio nei confronti di personaggi politici compromessi nell'Isola

F. Cavallaro sul Corsera del 19/11/95


Come in un romanzo, e' accaduto che la maschera ha sostituito l'uomo. Andreotti in realta' non e' piu' Andreotti ma soltanto Belzebu' o il Divo Giulio oppure il Gobbo, cioe' personaggi che agiscono ormai indipendentemente dalla volonta' del senatore, fedeli al cliche', animati da vita propria.

F. Geremicca su Repubblica del 6 novembre


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