CRONACA DI UNA RETROCESSIONE

Dalla Prima Pagina alla Cronaca Nera/ Marzo

Lavori pubblici in Sicilia: la Corte dei Conti del Lazio chiede a De Mita e ad Andreotti la restituzione di 44 miliardi per danno erariale

Titolo di Repubblica il 28/3/96


Il centro destra, sull'onda della condanna a Mancini, attacca le procure. E Ferrara: la Corte non aveva scelta, altrimenti avrebbe delegittimato i pentiti che accusano Andreotti

Catenaccio della Stampa il 27/3/96


Giacomo Mancini è colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. È la prima volta che un tribunale della Repubblica condanna per un reato (il concorso esterno) finora contestato solo all'anziano leader socialista, a Giulio Andreotti e a pochi altri sostenitori delle cosche di ' ndrangheta e Cosa Nostra

P.Sergi- Repubblica 26/12/96


È deluso dall'amico Dini, impressionato dalla confusione. Sarà anche processato per mafia, ma non si può certo non riconoscere a Giulio Andreotti fiuto politico. Il senatore ha detto che voterà sulla base dei candidati presentati nel suo collegio ovvero Filippo Mancuso e Walter Veltroni. A chi darà il voto Andreotti? Non è difficile indovinarlo

A. Minzolini Panorama del 22/3/96


Il giudice a latere Vincenzina Massa è affetta da un versamento ematico all'occhio e rischia il distacco della retina. La stessa ha subito un pauroso incidente con la sua auto blindata. Il processo a Giulio Andreotti, rinviato per la quarta volta, e fermo dall'undici gennaio, rischia ormai di saltare. Le disavventure che hanno colpito Vincenzina Massa non sono isolate e sono in molti, nel Palazzo di giustizia di Palermo, a parlare, tra sorrisi e scongiuri, di maledizione del processo Andreotti

G. Lo Bianco Espresso del 16/3/96


" Mi avvalgo della facoltà di non rispondere, voglio essere sentito in altra sede, in teleconferenza, perchè ho paura della mia incolumità". Balduccio Di Maggio, il pentito che nel 93 consentì la cattura del capo di Cosa Nostra, Totò Riina e che sarebbe stato testimone dell'incontro tra il boss ed il senatore Giulio Andreotti, ha paura della vendetta di Cosa Nostra

Repubblica 13/3/96


Le giovani famiglie in difficoltà economiche potrebbero essere aiutate reintroducendo la tassa sul celibato, il cui famigerato nome è legato al regime fascista. A suggerire l'imposta sui single è il senatore a vita Giulio Andreotti rispondendo ad un questionario diffuso da Famiglia Cristiana

La Nazione 13/3/96


Andreotti è schiacciato dalle prove e non sa cosa lo aspetta. Venerdì prossimo La Repubblica, oltre alla videocassetta e ai due supplementi Il Venerdì e quello sulla televisione, allegherà al giornale anche un grande bassorilievo che inchioda il senatore a vita alle proprie responsabilità. Nel bassorilievo, la scena dell'assassinio di Caio Giulio Cesare. Il volto un po' coperto da un altro congiurato, Casca, è possibile senza ombra di dubbio, come dicono gli esperti Giampaolo Pansa e Valeria Marini, che il viso di Bruto, che dà a Cesare l'ultima pugnalata, sia quello di Andreotti. La sua fu una reazione a caldo, dice uno studioso come Giobbe Covatta.Cesare, infatti, non disse: «Anche tu, Bruto, figlio mio?», ma, nel vedere Andreotti, esclamò: «Anche tu, brutto, figlio mio?». Andreotti, che nel bassorilievo è riconoscibile dalle orecchie, dagli occhiali e dai caratteristici denti da vampiro, nel sentirsi dare del brutto e in particolare del figlio di Cesare, diede la pugnalata.

P. Carpi sulla rivista satirica La Peste il 5/3/96


Dini e Andreotti hanno diradato, forse per ragioni di opportunità, i loro incontri. da un paio di mesi però pare che il senatore a vita veda più spesso di quanto non accadesse prima la signora Donatella, dinamica moglie del premier....

F.Geremicca Repubblica 3/3/96


Lui ha un labbro pendulo e gli occhi un pò acquosi; l'altro una bocca a fessura e lo sguardo scrutatore. Lui ha la passione dei gilet, l'altro preferisce i cardigan. Lui in gioventù ha corso da maratoneta e ora gioca a tennis; l'altro non ha mai praticato sport. Lui è cresciuto tra Washington e i modelli econometrici della Banca d'Italia; l'altro tra il Vaticano e Piazza del Gesù. Lui dinoccolato com'è, è stato un brillante ballerino. L'altro, curvo da sempre, manifesta la sua elasticità fisica nelle genuflessioni. Lui si irrita se i giornalisti lo criticano. L'altro sotto tiro da sempre, non ha mai fatto una smentita. Lui è il Presidente del Consiglio in carica; l'altro è un capo di governo in quiescenza, Giulio Andreotti, da cinque anni senatore a vita. Due personaggi diversi, ma come politici sembrano assoigliarsi

G. Quaranta Espresso 2/3/96

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