CRONACA DI UNA RETROCESSIONE
Dalla Prima Pagina alla Cronaca Nera/ Aprile
Si sono rivelate false le accuse di un pentito della camorra contro il senatore a vita Giulio Andreotti. Secondo il collaboratore di giustizia Giuseppe Cillari, Andreotti e l'ex capo degli ispettori del Ministero di Grazia e Giustizia Ugo Dinacci, avrebbero cercato di aggiustare il processo d'appello per la strage del 2 Agosto 1980 alla stazione di Bologna, ma la Procura fiorentina ha accertato che si tratta di calunnie
Unità-Mattina il 30/4/96
Arriva in auto blu, vestito di grigio, l'aria stanca, la vena ironica sempre viva e i due processi che non decollano che gli pesano addosso. Per cinquantanni è stato l'inossidabile Giulio Andreotti, adesso il senatore è un politico defilato, ma ugualmente ha accettato di venire a Firenze a parlare ai Giovani in politica
M. Zadro Repubblica 29/4/96
La prima questione preliminare riguarda il presunto mandante del delitto Pecorelli, Gaetano Badalamenti, detenuto negli Usa, ha detto che vuole essere presente ma non può perchè a fine mese ha un processo negli Stati Uniti. I due pubblici ministeri chiedono che sia dichiarato contumace e si vada avanti ma la corte decide che no, che c'è un legittimo impedimento. Quindi il boss di Cosa Nostra sarà giudicato a parte, in un altro processo per lo stesso delitto...
G. Bianconi Stampa 12/4/96
Giulio Andreotti è seduto in prima fila con i suoi quadernetti (due), le sue penne (tre), la sua faccia seria, attento come un bimbo nel primo giorno di scuola. Dietro Andreotti, è seduto don Pippo Calò con un'espressione, se possibile, più impenetrabile di quella del senatore a vita. I due coimputati non si cercheranno mai con gli occhi. Neppure per un attimo, neppure di traverso o di sottecchi. Come se non avessero nessuna curiosità di scrutarsi da vicino, il politico e il mafioso.
G. D'Avanzo Repubblica 12/4/96
La corte d'assise di Perugia dice di no ai nuovi strumenti di diffusione telematica. In modo particolare ad Internet. Nella sua ordinanza il presidente Paolo Nannalone ha vietato l'utilizzo della diffusione degli atti processuali tramite Internet, data "l'incontrollata diffusività del mezzo". È la prima volta in Italia, che in un aula di giustizia si parla di Internet
La Stampa 12/4/96
Appuntamento al 15 maggio. Il Processo Andreotti cancella sette mesi di udienze a singhiozzo e ricomincia da zero. Tutto da rifare con le stesse incognite che accompagnarono l' inizio del dibattimento. Alcuni atti, probabilmente, si potranno salvare con la buona volontà dei pm e della difesa, come gli interrogatori di Buscetta e Pennino
Corsera 11/4/96
Don Tano oggi non ci sarà al debutto del processo di Perugia asetticamente definito "Badalamenti Gaetano più quattro". Resterà negli Usa, dove è detenuto. La Corte d'assise di Perugia è chiamata a giudicare sull'assassinio del giornalista Mino Pecorelli. Andreotti è imputato di omicidio, rischia l'ergastolo come mandante. Coimputato l'ex ministro Claudio Vitalone. Le sorti dei due dc sono indivisibili. Andreotti non potrebbe essere assolto se venisse provato il coinvolgimento di Vitalone
M. Garbesi Repubblica 11/4/96
Il processo al senatore Andreotti, accusato di associazione mafiosa, è stato rinviato a nuovo ruolo. La prima udienza è stata fissata per il 15 maggio davanti ai giudici della quinta sezione penale del tribunale di Palermo, presieduta da Francesco Ingargiola. Con l'accordo tra le parti, potrebbero essere salvati gli atti istruttori finora compiuti
televideo del 10/4/96
Il segretario dei popolari Bianco fa capire di temere l'uso dei pentiti nel processo Contrada e la relativa sentenza possano servire da apripista per il processo Andreotti. Non a caso ieri a Fatti e Misfatti, il ccd Giovanardi ha ricordato come nell'aprile del '93 gli allora capigruppo De Rosa e Bianco presentarono un esposto alla procura di Roma "per chiedere indagini sul ruolo dei pentiti in particolare sul caso Andreotti"
F. Verderami Corsera 10/4/96
Sofisticate queste lupare moderne. Possono colpire al cuore la Procura di Palermo sparando balle
ElleKappa Unità del 10/4/96
Oggi riprende ufficialmente il processo Andreotti, e oggi ufficialmente sarà chiuso. Che cosa succederà ? Il processo ripartirà esattamente dalla prima udienza, da come si era aperto il 26 settembre scorso. Con l'accordo tra le parti si potrebbe salvare tutto ciò che è accaduto, in caso contrario si comincerà davvero daccapo. Con la battaglia tra accusa e difesa sulla competenza territoriale e sulla competenza per materia, si riaprirà sul nodo centrale del processo
A. Bolzoni Repubblica 10/4/96
Si ricomincia da capo. Falsa partenza per il processo palermitano a Giulio Andreotti. A poco più di sei mesi dal debutto, è ormai praticamente certo che i guai di salute del giudice a latere causeranno un azzeramento del dibattimento e una sua riapertura formale. Dopo alcuni rinvii, l'ultimo di 40 giorni, è assai probabile che mercoledì 10 aprile il presidente del tribunale comunichi la decisione che bisogna rifare tutto
M. Garbesi Repubblica 6/4/96
Le analogie tra Contrada e Andreotti sono tante: il senatore e il poliziotto sono uomini di stato, sono accusati sostanzialmente dagli stessi pentiti, sono indicati come collusi con la mafia. C'è chi sostiene che la condanna "annunciata" di Contrada sarebbe una sorta di banco di prova per il processo all'ex presidente del Consiglio. Teorema che dovrebbe consentire di allungare i tempi, magari in attesa del processo di appello dove tutto può accadere
F. La Licata Stampa del 6/4/96
Inutile nascondersi le notevoli analogie del processo Contrada con quello in corso contro Giulio Andreotti. Per quanto si tratti di vicende diverse, il collegio giudicante è praticamente lo stesso, la Procura che conduce l'accusa e il suo metodo sono gli stessi, i pentiti schierati contro Andreotti sono gli stessi che hanno portato alla condanna di Contrada. Il tribunale di Palermo ha lanciato un messaggio di grande severità nella repressione degli eventuali intrecci tra Stato e malavita organizzata, dimostrando di non avere indulgenze se sul banco degli imputati, invece di un mafioso che si esprime in dialetto, c'è un personaggio importante e di buone letture
Editoriale di Repubblica 6/4/96