CRONACA DI UNA RETROCESSIONE
Dalla Prima Pagina alla Cronaca Nera/ Giugno
Secondo l'assessore regionale Mario Fasino, i cugini salvo condizionavano l'attività politica del 40, 50 per cento dei deputati all'assemblea regionale e riuscirono ad influenzare l'elettorato per non far rieleggere l'ex presidente della Regione D'Angelo che voleva sottrarre loro la gestione delle esattorie per affidarle ad un'ente pubblico. Tra i Salvo e Lima esisteva chiaramente un rapporto politico e di amicizia.
Repubblica 21/6/96
L'ex ministro della difesa Ruffini dice al processo Andreotti: "Mi dissero di non frequentare i cugini. I Salvo e la mafia? Tutti lo sapevano".
Titolo della Nazione, il 21/6/96
Ieri al processo contro Giulio Andreotti, l'economista Paolo Sylos Labini ha raccontato che 23 anni diede le dimissioni "pur di non stare accanto ad un personaggio come Salvo Lima". Labini era stato chiamato da Andreotti, allora ministro del bilancio, nel comitato tecnico scientifico.
Corsera, 20/6/96
Nessun mistero sulla parola "Andreotti" scritta su un biglietto trovato dagli investigatori nel covo di Giovanni Brusca e ritenuto in un primo momento autografo di Giovanni Riina, figlio di Totò. Secondo indiscrezioni l'annotazione farebbe riferimento ad un'attività estorsiva che nulla ha a che vedere con il senatore a vita.
Repubblica 14/6/96
I pentiti sono un esercito che tende ad ingrossare e a ingrassare a spese dello Stato, una massa non certo di pubblicani che, a occhi bassi, si batte il petto per i peccati commessi e chiede perdono a Dio, ma di farisei che non hanno digiunato un giorno solo e non hanno mai pagato le decime, ma incassano le tredicesime
C. Cavallleri su Studi Cattolici il 13/6/96