CRONACA DI UNA RETROCESSIONE

Dalla Prima Pagina alla Cronaca Nera/Agosto

Giovanni Brusca non si sottrae a parlare di politica. In pratica l'uomo che pigiò il telecomando della strage di Capaci ha chiamato pesantemente in causa gli andreottiani di Sicilia. "Quella corrente per noi di Cosa Nostra è stata sempre un punto di riferimento costante".

F. Selvatici, Repubblica 31/8/96


"Il nodo si è sciolto" assicura Caselli. Vero. Il complotto contro Luciano Violante era falso, la manovra invece autentica. Ora lo sappiamo. Giovanni Brusca ammette e diventa, per la procura di Palermo, un dichiarante. Si viene a sapere che Brusca negli ultimi interrogatori avrebbe assicurato il suo impegnoa parlare dei rapporti con la politica."Affronterò il tema Andreotti e dei suoi rapporti con Cosa Nostra".

M. Garbesi, Repubblica 30/8796


Al processo Pecorelli, l'ex leader Dc dice di non temere le rivelazioni di Brusca. "Quel boss di me non sa nulla."

Titolo sulla Stampa del 30/8/96


Andreotti seduto in poltrona davanti alla TV. Lo speaker:"I giudici instancabili interrogano Brusca per dieci ore filate". Il commento del senatore:"Nemmeno una pausa per il caffè!"

Vignetta di Giannelli, Corsera 29/8/96


"Quando gli chiesi chi poteva ucciderlo, Pecorelli mi rispose: c'è sempre una G, dipende da una G". E poi, precisa il testimone, cercando sulla sedia davanti ai giudici la posizione giusta per rendere meglio l'idea," mentre pronunciava quelle parole inarcò le spalle, si mise in posa come un gobbo". Il nome non gli esce proprio dalla bocca, ma praticamente lo fa con i suoi contorcimenti.

A. Fiorucci, Repubblica 29/8/96 sulla deposizione del cugino di Pecorelli al processo di Perugia.


Cosa Nostra voleva screditare Violante. Il giudice Lo Forte: "sventata la manovra contro i pentiti".

Titolo sul Corsera del 29/8/96


Il complotto c'era, ma era un tentativo della mafia di scardinare definitivamente il pentitismo e screditare giudici e istituzioni. È stato lo stesso Brusca-interrogato ieri dai magistrati di tre procure- a raccontarlo. Il Padrino aveva ideato il piano tempo fa, quando volò sullo stesso aereo di Luciano Violante: così gli venne l'idea di raccontare che era stato avvicinato dallo stesso Violante per accusare Andreotti. Ma era tutto falso, e ora Brusca ha confessato ai giudici il suo tentativo di depistaggio.

P. Sergi, Repubblica del 29/8/96


Prima l'avvocato, poi il dentista e soltanto domani il macellaio. Questa l'agenda degli interrogatori disposti dai procuratori di Palermo, Caltanissetta e Firenze. A Roma l'ex avvocato del boss conferma davanti ai magistrati le sue rivelazioni sulla misteriosa macchinazione del 91 per incastrare Andreotti e fornirebbe pure un nome all'alta carica istituzionale artefice del complotto.

D. Martirano, Corsera del 28/8/96


L'avvocato Ganci, che sostiene di essere ancora il legale di Brusca, ieri ha inviato un telegramma al procuratore caselli per ribadire la sua disponibilità a farsi ascoltare. Rientrerà a Palermo il 2 settembre e scalpita per farsi ascoltare. Ma per ora da quanto trapela in procura non sarà convocato. Parli prima lui, Giannuzzu. E incominci proprio dal capitolo Andreotti..

P. Sergi, Repubblica 27/8/96


Qualcuno che manovrava i cosiddetti servizi segreti deviati avrebbe contattato tramite il vice capo della Polizia Gianni De Gennaro, alcuni boss di Cosa Nostra, fra i quali lo stesso Brusca, ai quali avrebbe proposto lo scambio indecente: trattamento morbido al maxi processo e benefici in cambio del pentimento di tutti i boss, che avrebbero dovuto accusare una parte della Dc di collusioni con la mafia. In questo modo si sarebbe bloccata la corsa di Andreotti verso il Quirinale.

A. Farruggia, Nazione del 26/8/96


Il senatore a vita attacca chi reputa inattendibile l'erede di Riina, e rilancia l'ipotesi di un complotto a suo danno.

P. Berardengo, Nazione del 26/8/96


Possibile che Vito Ganci rivelando i complotti anti-Andreotti a sua volta svelatigli da Brusca, abbia avuto in mente qualcosa di poco chiaro? Del resto, sembra intendere Ganci, venisse fuori che a Brusca d'improvviso si è seccata la lingua, la colpa sarebbe di chi ce l'ha in gestione oggi, cioè lo Stato.

M. Garbesi, Repubblica 26/8/96


Ormai è ufficiale. Il boia di Cosa Nostra, Giovanni Brusca, si è pentito. E il suo ex legale Vito Ganci, in un'intervista esplosiva al nostro giornale, dice che il boss nel 91 fu avvicinato in carcere da un alto esponente delle istituzioni ancora in carica per chiedergli false rivelazioni contro Giulio Andreotti.

L. Sposini TG5 del 22/8/96


Ieri il generale dei carabinieri oggi a riposo, Antonio Cornacchia, ha spiegato il senso delle confidenze fatte in una pausa del processo di Perugia contro Andreotti e Claudio Vitalone: "Con la frase Claudio, tu in questa storia non c'entri un cazzo. Quello che poteva raccontare la verità sull'omicidio Pecorelli è stato ucciso, intendevo riferirmi al colonnello Varisco".

D. Miliani, Nazione del 1/8/96


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