IN TRIBUNALE/ Dicembre
Udienza del
15 dicembre 95 (Roma)
Ciancimino incontrņ
Andreotti per farsi garantire il passaggio nella corrente di Lima. Ottenne che
Caltagirone gli pagasse le tessere di partito per i suoi, veri o fittizi o morti
che fossero. Nino Salvo chiamava Andreotti con rispetto zio Giulio. Ignazio
un po' sbruffone vantava rapporti familiari e lo chiamava Giulio. L'uno e l'altro,
comunque, mi dissero che se volevo avere rapporti diretti con Andreotti potevo
rivolgermi a loro. Non mi meravigliai allora quando il genero di Nino, Tani
Sangiorgio, mi disse di aver avuto da Andreotti, come dono di nozze, un vassoio
d'argento.
Gioacchino Pennino,
collaboratore di giustizia alla corte
L' imputato si
accomodi
Il presidente
Ingargiola
Non ho mai avuto
esperienza diretta della vita organizzativa del partito in Sicilia, ma non mi
pare ne' giusto ne' esatto presentare la Dc siciliana come un'insieme di soggetti
soggiacenti a forze e poteri che sono agli antipodi del nostro modo di concepire
la vita. Non ho mai conosciuto i signori Salvo e devo alla cortesia della procura
se ho avuto modo di apprendere che quel signore che mi č accanto in una foto
si chiamava Ignazio Salvo
Il primo intervento
in aula del senatore
Quando ho scelto
di pentirmi sapevo che non avrei mai potuto avere rapporti con persone della
sua levatura
Gioacchino Pennino
rivolto al Presidente del tribunale
Dottor Pennino
lasci stare, continui a fare la sua deposizione. Queste affermazioni non le
sono consentite
Il Presidente
Ingargiola