IN TRIBUNALE/ Maggio
Udienza
del 30/5/96
C'era
l'assicurazione che Salvo Lima avrebbe parlato all'onorevole Giulio Andreotti
e che lui avrebbe parlato con il presidente Carnevale. Il maxiprocesso sarebbe
stato buttato a terra e il giudice Falcone sarebbe andato a fare l'ambasciatore
in un paese sudafricano. L'onorevole Andreotti non è un uomo d'onore, un'onorevole
non palermitano non può essere un uomo d'onore. Era in contatto con Lima e a
lui ci rivolgevamo per le nostre esigenze.
Ho
ammazzato venti persone, ero un soldato, quando a Teramo avevo il permesso riuscivo
ad andare e tornare da Palermo in un sol giorno, avevo una ferrari per arrivare
a Fiumicino in due ore e mezzo.
Il
collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo in videoconferenza
Udienza
del 29/5/96
Noi
riteniamo che la fonte di prova sia guardata negli occhi e invece la video conferenza
sottrae alla fisicità del dibattimento una fonte di prova. L'audizione diretta
del teste è un momento centrale del processo.
L'avv.
F. Coppi
Qui
non stiamo facendo un processo ottocentesco in una Corte di Assise meridionale
per un delitto passionale. I processi di mafia sono un'altra cosa, i rischi
a cui vanno incontro i pentiti sono un'altra cosa e abbiamo segnali, anche in
tempo recente, molto preoccupanti.
Il
procuratore aggiunto G. Lo Forte
La
video-audizione non è una violazione dei diritti della difesa poichè il testimone,
anche in condizioni normali, può essere escusso senza che ne sia visibile il
volto sempre per ragioni di sicurezza.
Dalla
sentenza del tribunale in merito alla video-audizione
Udienza
del 16/5/96
Non
ci sono carte diverse nel caso Moro da quelle ritrovate nel covo di via Montenevoso.
Sulla base di queste falso presupposto si fanno ipotesi e deduzioni, si raccolgono
pettegolezzi e "si dice"
L'avvocato
G. Sbacchi
Udienza
del 15/5/96
Noi
della Procura di Palermo , e i colleghi di Roma, non solo siamo convinti che
parte del materiale del sequestro Moro mai ritrovato fu oggetto di trattativa
nascosta di settori dell'eversione e della criminalità organizzata con settori
dell'eversione politica, ma che forse lo è ancora oggi. Si sa che del contenuto
di questi documenti venne a conoscenza il generale Dalla Chiesa e che, qualche
tempo dopo, vi fu un incontro tra lui e il senatore Andreotti
Il
PM G. Lo Forte
Attraverso
le testimonianze del maresciallo Incandela, stretto collaboratore di Dalla Chiesa,
si evince che ci sono parti del memoriale Moro, dove vi sarebbero riferimenti
a legami di Andreotti con ambienti ricollegabili alla mafia
Il
PM R. Scarpinato
A
furia di assi nella manica, l'accusa non riuscirà più a mettersi la giacca
L'avvocato
difensore O. Ascari