Inquinamento in città, in Toscana potenziata la guerra allo smog

FIRENZE – Si potenzia la lotta allo smog in Toscana: più centraline e una nuova rete di monitoraggio improntata su criteri diversi, più scientifici e più rappresentativi della qualità dell'aria in tutta la regione.

 

Nella nuova rete le stazioni di misura della qualità dell'aria saliranno da 32 a 37. Ci saranno anche 2 stazioni mobili che potranno consentire di sopperire a malfunzionamenti delle stazioni fisse di rete, per garantire la continuità delle misurazioni e per l'effettuazione di indagini specifiche.

Passeranno inoltre da 31 a 63 i comuni toscani che dovranno dotarsi di un Piano di Azione Comunale (PAC) ovvero del programma che prevede interventi strutturali e interventi contingibili, questi ultimi da attivare solo in caso di necessità, per combattere lo smog.

 

Il nuovo elenco dei comuni è il frutto di un importante lavoro condotto dalla Regione in collaborazione con Lamma e ARPAT grazie al quale viene ridefinita l'estensione territoriale da associarsi ai dati misurati dalle singole stazioni della rete regionale della qualità dell'aria.

Il nuovo approccio ha ridisegnato le aree comprendenti più comuni omogenei per qualità dell'aria i quali dovranno quindi predisporre i rispettivi PAC.

 

"Il nuovo approccio che fissiamo con la delibera appena approvata, frutto di uno studio complesso e articolato, si basa sull'analisi per aree ampie, visto che l'aria non ha confini comunali – ha detto l'assessore all'ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni – In questo modo potremo intervenire più fermamente sull'inquinamento nelle aree urbanizzate. Si tratta un ulteriore passo avanti nella lotta al cambiamento climatico, come sottolineato dal presidente Rossi durante il suo intervento alla conferenza di Parigi e ricordo anche che la Regione ha aderito in qualità di coordinatore territoriale al Patto dei Sindaci. La politica di risanamento che abbiamo potenziato si concentra su interventi strutturali, volti a garantire effetti più stabili nel tempo e quindi il rispetto dei valori limite di qualità dell'aria indipendentemente dalle condizioni meteo".

 

I 63 Comuni

In seguito a questa nuova impostazione i comuni che dovranno elaborare i PAC saranno presto convocati in Regione per coordinare e massimizzare in modo sinergico le azioni previste nei rispettivi Piani.

Ecco l'elenco dei 63 comuni: città di Arezzo, Grosseto, Livorno, Pisa. Nel comprensorio del cuoio: Bientina, Casciana Terme Lari, Cascina, Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto, Crespina, Empoli, Fauglia, Fucecchio, Montopoli Valdarno, Ponsacco, Pontedera, Santa Croce sull'Arno, San Miniato, Santa Maria a Monte, Vinci. Nella Media Valle del Serchio: Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano. Agglomerato di Firenze: Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Firenze, Sesto Fiorentino, Scandicci, Signa, Lastra a Signa. Nella Piana lucchese: Altopascio, Buggiano, Capannori, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Monsummano, Montecarlo, Montecatini Terme, Pescia, Lucca, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Porcari, Uzzano. Nella Piana Prato-Pistoia: Agliana, Carmignano, Montale, Montemurlo, Pistoia, Poggio a Caiano, Prato, Quarrata, Serravalle pistoiese. In Valdarno Superiore: Figline e Incisa Valdarno, Montevarchi, Reggello, San Giovanni Valdarno, Terranuova Bracciolini. In Versilia: Camaiore e Viareggio. Nella provincia  di Massa-Carrara: Carrara e Massa. Nell'area industriale e nella città di Piombino: Piombino.

 

La storia dei PAC

Nel 2004 la Regione per fronteggiare l'inquinamento in città decide di sottoscrivere un accordo volontario con i Comuni che hanno sul loro territorio una centralina di rilevazione smog che aveva registrato dei superamento negli anni precedenti.

Nel 2007 con quegli stessi Comuni la Regione concorda che ciascuno si doti di un Piano di Azione Comunale con il quale dare organicità alle azioni vecchie e nuove da intraprendere per il miglioramento della qualità dell'aria.

Nel 2010 la Regione stabilisce che i PAC diventino da volontari obbligatori e individua 31 comuni preposti alla loro elaborazione e adozione. In particolare, fatto salvo il caso di Firenze e dei comuni dell'hinterland che sono stati considerati in modo congiunto (area omogenea fiorentina), l'individuazione dei comuni soggetti a PAC avviene attribuendo i dati misurati da una stazione all'intero territorio del comune che ospita la stessa stazione.

Ciò anticipando che sono in corso studi per comprendere meglio a quale porzione del territorio regionale debbano essere attribuiti i dati misurati dalle singole stazioni. Studi che sfociano nella nuova riorganizzazione che porta i comuni a 63.

 

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