Interventi sociali per l’infanzia e l’adolescenza, ecco i dati del Centro regionale

FIRENZE - Il quadro conoscitivo disponibile per la Toscana sui bisogni, gli interventi e l'offerta di servizi sociali per la tutela e la promozione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza deriva da un insieme articolato di sistemi informativi regionali che restituiscono informazioni ormai consolidate e strutturate nel tempo, attraverso tre aree di flusso prevalenti:

la rilevazione sui principali interventi dei servizi sociali territoriali a livello di Sds/Zona;
mappatura delle caratteristiche e dei flussi relativi all'offerta regionale di servizi di tipo residenziale (ASSO), semiresidenziale, dei Centri per l'Affido e dei Centri per l'Adozione;
dati individuali sui minori accolti nei servizi residenziali (sistema informativo ASMI).

Grazie a tali rilevazioni, e a ulteriori azioni di approfondimento di ricerca tematica, il Centro Regionale di Documentazione per l'infanzia e l'adolescenza – Istituto degli Innocenti, produce dati e indicatori a supporto dell'attività di indirizzo e programmazione sociale regionale, delle elaborazioni dell'Osservatorio Sociale regionale e dell'operatività dei servizi territoriali.

In particolare il più recente sistema informativo sull'accoglienza di tipo residenziale (ASSO/ASMI) per la sua capacità di ricostruzione dei percorsi individuali degli accolti e le sue potenzialità in termini di interoperabilità, rappresenta una pratica di eccellenza non solo a livello regionale ma anche nazionale. Nel documento sono evidenziate alcune tendenze o indicatori più rilevanti per aree di intervento monitorate per la loro rilevanza rispetto ai percorsi di fragilità e disagio dei minori.

I bambini e i ragazzi che vivono fuori dalla famiglia di origine

Al 31 dicembre 2014 (ultimo aggiornamento disponibile) in Toscana si contano 2137  bambini fuori dalla famiglia di origine, accolti in affidamento familiare o in struttura residenziale di cui 1303 italiani e 834 stranieri, tra questi ultimi 319 sono stranieri non accompagnati. Nel triennio 2012-2014 il fenomeno segna un aumento del 15% dovuto principalmente all'aumento degli inserimenti in struttura residenziale, che nel triennio hanno un aumento del 34% determinato in modo significativo da una crescita della presenza di minori stranieri (+50%) trainata in modo particolare dalla presenza di minori stranieri non accompagnati che sono più che raddoppiati nel periodo (erano 107 alla fine del 2012, sono 219  al 31/12/2014).

Gli affidamenti familiari
Al 31 dicembre 2014 in Toscana si contano 1.204 bambini in affidamento familiare, di cui 814 italiani e 390 stranieri e tra questi ultimi 100 sono minori stranieri entrati in Italia come non accompagnati, ma 85  di questi, grazie all'intervento del servizio sociale territoriale,  sono stati  poi affidati a familiari entro il quarto grado residenti in Toscana. L'affidamento familiare appare come un fenomeno con una crescita contenuta, nel triennio 2012 – 2014  si registra infatti un leggero aumento del 6%  dovuto principalmente all'aumento degli affidamenti di minori stranieri, che al netto dei minori stranieri non accompagnati, registrano un incremento del 21%.  Rapportando il numero di minori in affidamento familiare alla popolazione minorile di riferimento si ottiene, nel periodo 2012-2014, un tasso medio annuo di 2 minori in affido ogni 1.000 residenti della stessa età.

Sul totale dei bambini e dei ragazzi in affidamento familiare il 56% sono maschi e il 44% sono femmine. Il 57% dei bambini è in affidamento etero familiare. Tra i bambini  italiani i gruppi più numerosi sono i bambini dai 6 ai 10 anni e quelli dagli 11 ai14 anni.  Tra gli stranieri la composizione percentuale per età cambia in maniera sensibile e la classe più rappresentata diventa quella dei 15-17enni ( 37%).

Si conferma una lunga permanenza in famiglia affidataria: circa la metà dei bambini e dei ragazzi italiani è in famiglia affidataria da oltre 4 anni. E cosa accade dopo l'affido? Un minore su tre tra è rientrato nella famiglia di origine. Il 19% ha invece raggiunto i 18 anni di età e la possibilità di iniziare una vita autonoma, una condizione  che per gli stranieri rappresenta il 29% dei casi mentre per gli italiani appena il 10%. Rispetto al totale dei dimessi del 2014 si segnala un 10% di affidamenti conclusi con un affidamento preadottivo e un 12% di affidamenti conclusi con un altro inserimento in struttura residenziale.

Vecchie e nuove forme di accoglienza semiresidenziale
All'accoglienza semiresidenziale il Centro regionale dedica una specifica attività di raccolta dati che è stata avviata nel 2014 sulla base di quanto osservato dall'attività di monitoraggio realizzata con gli ambiti territoriali. Al 31 dicembre 2014 in Toscana sono 735 i bambini e i ragazzi in difficoltà per i quali è in corso un progetto di semiresidenzialità per  sostegno socioeducativo che ne favorisca il processo di crescita. Non si registrano particolari variazione rispetto agli anni precedenti.  Nel 2014 gli stranieri coinvolti sono 254 pari al 35% del totale dei minorenni coinvolti.

Il lavoro congiunto tra i servizi territoriali e l'Autorità giudiziaria
Al 31 dicembre 2014, in Toscana, i minori seguiti dall'Autorità giudiziaria minorile e ordinaria in materia civile e amministrativa (più avanti, per semplicità, chiamati minori seguiti) in carico ai servizi territoriali, sono 10.342 e tra questi, 3.210 (pari al 31% del totale) sono di cittadinanza straniera. Negli ultimi tre anni l'incremento è stato del 19%: aumento dovuto prevalentemente alla componente straniera che tra il 2012 e il 2014 incrementa le proprie unità del 40%. E' comunque da sottolineare che, pur se in maniera decisamente meno consistente, aumenta anche il contingente degli italiani che nello stesso periodo salgono dell'11%. Tra il 2012 e il 2014 in Toscana gli incontri protetti prescritti dall'Autorità giudiziaria passano da 738 a 1.083 per una crescita del 47%. Gli stranieri nel 2014 pesano sul totale degli incontri protetti per il 19%.

I bambini e ragazzi vittime di maltrattamenti in famiglia, abusi sessuali e violenza assistita
E' costante l'aumento dei casi di minori presi in carico dai servizi territoriali in quanto vittime di maltrattamenti in famiglia anche nell'ultimo triennio di rilevazione (2012-2014) : i minori vittime presi in carico dai servizi territoriali passano dai 1.234 del 2012 ai 1.456 del 2014 per un aumento pari al 18%. Nel caso in cui si allarghi il periodo agli ultimi 5 anni di rilevazione (2010-2014) l'aumento percentuale diventa ancora più marcato e raggiunge addirittura il 46%.

L'aumento delle prese in carico per maltrattamenti  è generalizzato e interessa sia gli italiani che gli stranieri che pesano mediamente sul 29% del totale. Tuttavia merita rilevare che i  nuovi segnalati sono in forte calo e tra il 2012 e il 2014 passano da 503 a 333 per una diminuzione percentuale del 34% , abbiamo quindi una diminuzione dei casi segnalati ai servizi sociali il cui lavoro però  è condizionato dai casi avviati prima del 2014, che continuano a sommarsi negli anni. Rapportando il numero dei minori vittime di maltrattamenti in famiglia alla popolazione minorile residente, si ottiene un tasso medio annuo, relativo al periodo 2012-2014, pari a 2,4 minori vittime di maltrattamenti ogni 1.000 minori residenti.

A differenza di quanto avviene per i maltrattamenti in famiglia, il fenomeno degli abusi sessuali non risente e non ha risentito negli anni di grandi impennate o rallentamenti. Mediamente il dato è stabile sotto le 200 unità e al 31 dicembre 2014 se ne contano 179, di cui 48 stranieri (27% del totale), mentre quelli che sono anche affidati al servizio sociale professionale sono 76 (il 42%).Dei minori in carico ai servizi perché segnalati come vittime di abuso il 57% lo ha subito all'interno dell'ambito familiare. Su questi gli stranieri pesano relativamente meno che sul totale con un incidenza percentuale che supera di poco il 20%.

Il 2014 è il secondo anno in cui nell'attività di monitoraggio con gli ambiti territoriali sono raccolti i dati sulla violenza assistita e il confronto tra il 2013 e il 2014 permette di cogliere un sostanziale aumento del fenomeno.  In un solo anno i minori vittime di violenza assistita segnalati agli organi giudiziari e presi in carico passano da 749 a 968 per un aumento percentuale del 29%. Per il 42% delle prese in carico per violenza assistita c'è anche il contestuale affidamento al servizio sociale professionale. L'incidenza dei minori stranieri, anche in considerazione dell'incidenza di quest'ultimi nella popolazione residente, rimane su quote decisamente significative superiori al 30%.

L'accoglienza nei servizi residenziali per minori in Toscana attraverso i sistemi informativi regionali ASSO e ASMI


La rete delle strutture e i minori accolti
Alla data del 31 dicembre 2014, delle 106 strutture per minori attive e funzionanti in Toscana, le strutture che hanno implementato con le informazioni richieste il sistema informativo ASSO sono 104. I posti effettivamente autorizzati al 31 dicembre 2014 risultano 881 e portano ad una media di 8 posti per struttura residenziale. Al 31 dicembre 2014 sono accolti nelle strutture residenziali per minori toscane 600 bambini e ragazzi, di cui 236 stranieri (40% del totale degli accolti) e di questi 148 sono minori stranieri non accompagnati che incidono sul 25% del totale degli accolti e sul 63% del totale degli stranieri.La presenza importante di minori stranieri non accompagnati fa sì che gli accolti in struttura presentino due caratteristiche fondamentali, quella di essere prevalentemente maschi (58,5%) e quella di avere un'età, che in più della metà dei casi, supera i 14 anni (51%).

I bambini e i ragazzi in attesa di adozione
Il 4% dei presenti a fine anno è accolto in struttura con un procedimento di adottabilità in itinere. Escludendo la totalità degli stranieri, per i quali questa percentuale si riduce all'1% - è naturalmente nulla per i non accompagnati - e prendendo in considerazione il solo contingente dei 359 italiani, i minori con procedimento di adottabilità in itinere crescono al 6%.

La sistemazione all'uscita
Circa il 6% delle dimissioni ha visto il collocamento del minore in una famiglia affidataria, mentre il 4% ha visto l'adozione del minore. Per l'intero contingente degli stranieri la conclusione dell'accoglienza con un affidamento familiare è appena il 3%, mentre per gli italiani le possibilità che ha il minore di avere una nuova famiglia sono molto più alte visto che il 7% delle dimissioni ha visto l'avvio di un affidamento familiare. La sistemazione all'uscita più frequente è quella che interessa il 43% del totale delle dimissioni e coincide con l'inserimento in altra struttura socio-educativa. Non rappresenta un indicatore di buon successo dell'accoglienza la sistemazione sconosciuta per allontanamento spontaneo che incide sul 19% del totale delle dimissioni.


Il  monitoraggio della sperimentazione "Appartamenti per l'autonomia"
In base a quanto stabilito dalla delibera della Giunta regionale 400/2015, il Centro Regionale si è attivato per svolgere attività di raccolta dati e monitoraggio sulle strutture sperimentali rispetto alle dimensioni previste dall'allegato C del decreto dirigenziale 27 luglio 2015 n. 3466. Le strutture e gli utenti accolti sono stati pertanto censiti chiedendo ai soggetti gestori la compilazione del sistema informativo regionale ASSO – ASMI e di una piattaforma integrativa, disponibile sul sito www.minoritoscana.it, finalizzata a raccogliere specifiche informazioni relative alla sperimentazione.

Il primo bando ha portato all'attivazione di 14 strutture, 8 delle quali nel Comune di Firenze, che al 31/12/2015 hanno accolto 79 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 21 anni. Si tratta nella grande maggioranza dei casi di minori stranieri non accompagnati (57 "msna" presenti al 31/12 a cui si aggiungono 17 già dimessi), con un età compresa tra i 16 e 17 anni. Non mancano comunque ragazzi e ragazze accolti negli appartamenti per l'autonomia dopo la dimissione da altre tipologie di struttura per minori (2 italiani e 3 stranieri) per facilitare il percorso verso la vita autonoma. Limitato il numero dei maggiorenni (7 ragazzi).

Per la maggior parte dei ragazzi (63 sui 74 rispetto ai quali è stato compilato il questionario) è stato elaborato un Progetto educativo individualizzato (PEI) che prevede una serie di attività volte a sostenere i ragazzi accolti nel percorso verso l'autonomia, proposte anche sulla base di un bilancio delle competenze (elaborato per oltre la metà dei ragazzi accolti) e delle risorse disponibili sul territorio. Si tratta di attività differenziate per ogni struttura, finalizzate in primo luogo all'acquisizione di competenze trasversali, come la conoscenza della lingua italiana, ma anche la gestione dell'appartamento, la conoscenza del territorio di riferimento o le modalità di spostamento all'interno della città, e secondariamente volte all'acquisizione di competenze specifiche, soprattutto con il fine dell'inserimento lavorativo.

La maggior parte dei ragazzi (65 casi) sono stati inseriti in un percorso scolastico o di formazione professionale oppure sono state loro proposte esperienze di inserimento lavorativo. In 12 casi sono stati attivati stage o tirocini (retribuiti o non). Tuttavia, nonostante le valutazioni positive espresse dagli operatori rispetto all'acquisizione di competenze tecniche e professionali, allo sviluppo di competenze relazionali e alla motivazione al lavoro dei ragazzi che hanno partecipato a stage e tirocini, solamente 1 ragazzo ha ottenuto un contratto di lavoro/apprendistato al termine del tirocinio.  Non manca la proposta di attività finalizzate alla socializzazione e all'inclusione sociale, che risultano particolarmente rilevanti se si considera quanto la rete di sostegno esterna alla struttura può avere un ruolo determinante, terminato il periodo di accoglienza, nel reperimento di soluzioni abitative o lavorative. Dei 76 ragazzi accolti 58 hanno partecipato a attività ricreative o di socializzazione esterne alla struttura, 22 ad attività di volontariato.

 All'uscita, 4 dei 17 ragazzi dimessi entro il 24/12/2015 sono stati resi autonomi o semi autonomi; altrettanti sono i casi di affidamento intra o etero familiare. Per 8 ragazzi la destinazione non è nota o comunque non specificata. Tre risultano occupati a tempo determinato o comunque in attività saltuarie, altri tre svolgono tirocini retribuiti. Tra i dimessi, tutti stranieri, 12 all'uscita erano in possesso di un permesso di soggiorno per richiesta di asilo, in attesa di occupazione, per studio o per ricongiungimento familiare.

Per i referenti degli Enti locali si può segnalare come la valutazione sia stata in generale molto positiva, non solo per l'evidente vantaggio economico, che viene comunque riportato, ma anche per la specificità dei contenuti della sperimentazione e il carattere fortemente innovativo rispetto alla tipologia di servizi attualmente presenti sul territorio toscano


Per approfondimenti: www.minoritoscana.it

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