ISEE, vicepresidente Barni incontra gli studenti: un dialogo che può riprendere

FIRENZE - Un dialogo che può riprendere. Questo il risultato dell'incontro svoltosi nel tardo pomeriggio nella sede del Dsu tra una delegazione di studenti universitari in rappresentanza del movimento contro la riforma dell'Isee, che ha occupato lo stabile di proprietà dell'Asl fiorentina a Ponte di Mezzo, la vicepresidente e assessore all'università Monica Barni, il rettore dell'Universita' di Firenze, Luigi Dei, e i rappresentanti del Dsu e della Asl stessa.

 

"Stiamo lavorando ad un emendamento per alzare il fondo borse di 50 milioni nella legge stabilità - ha comunicato la vicepresidente Barni -. Per il 25 novembre è fissata una nuova convocazione per un tavolo di confronto con il Miur per costruire nuovi parametri di esame dei redditi. Allo studio è anche una delibera del Dsu per realizzare una borsa servizi per aiutare chi è rimasto senza aiuti. Sto lavorando anche ad un decreto per uniformare tutte le Regioni ai mutamenti normativi intervenuti. Questo dovrebbe portare ad un documento, possibilmente approvato dal ministero, da portare al tavolo della conferenza Stato-Regioni".

 

"Sono in corso anche colloqui con i sindaci delle città universitarie toscana - ha proseguito la vicepresidente - per un censimento delle possibilità abitative per gli studenti. Inoltre le Aziende Dsu nazionali hanno in discussione un monitoraggio sulle norme patrimoniali riformate. I quattro rettori toscani sono disponibili a discutere sulla composizione delle tasse universitarie. Si deve costruire un sistema equo che premi i bisognosi e escluda chi non possiede le caratteristiche fiscali per l'accesso". L'assessore Barni ha concluso sottolineando che i fondi di diritto allo studio sono pochi. La Toscana fa il massimo, ma la torta si sta restringendo.

 

I delegati degli studenti hanno lamentato misure insufficienti per evitare ai fuori sede di abbandonare gli studi per mancanza di coperture economiche ed espresso la necessità di decisioni di emergenza, la cui assenza ha portato all'occupazione del palazzo della Asl sfitto da sei anni: un gesto per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e per esprimere la volontà di essere parte in causa nella trattativa per la gestione di risorse aggiuntive per il Dsu.

Da parte degli studenti è stato anche sottolineato lo stato di necessità che ha portato all'occupazione dello stabile e per questo sono da evitare iniziative che possano rappresentare una forzatura rispetto alla necessità di individuare soluzioni.

 

Regione, Università e Dsu hanno concordato sull'opportunità di favorire ogni azione che possa mantenere aperto il confronto.

I commenti sono chiusi