La Costa Mauro sospende le procedure di mobilità

FIRENZE – La Costa Mauro di Albiano Magra ha accettato, su richiesta della Regione, di sospendere le procedure di mobilità per i circa 50 addetti che si occupano del trattamento e della gestione dei rifiuti.  

Si apre dunque uno spiraglio per risolvere positivamente il caso dell'azienda che rischia la chiusura, con la conseguente messa in mobilità di tutti gli addetti impiegati direttamente e nell'indotto, dopo che il rinnovo dell'autorizzazione ambientale, necessaria a proseguire l'attività, le è stato negato dalla Provincia di Massa Carrara.

E' quanto è emerso questa mattina nel corso della riunione convocata a Firenze presso la presidenza della Regione dal consigliere del presidente Rossi per le questioni del lavoro, Gianfranco Simoncini.

Durante l'incontro, al quale erano state chiamate a partecipare le organizzazioni sindacali, si sono presentati anche i rappresentanti della proprietà. Simoncini ha quindi chiesto loro di sospendere ogni procedura di mobilità, in attesa del nuovo incontro già convocato per affrontare nel merito le varie questioni.  

L'azienda ha accolto la richiesta formulata dalla Regione. Il tavolo per la Costa Mauro è stato quindi riconvocato in Regione per giovedì 8 settembre alle 16. A quell'incontro saranno chiamati a partecipare i rappresentanti sindacali, quelli della proprietà e gli uffici dell'assessorato regionale all'ambiente.   

L'impegno uscito dalla riunione di questa mattina è a verificare se sia possibile, pur nel pieno rispetto della normativa e delle prescrizioni in materia ambientale, far ripartire l'attività e dare una prospettiva agli addetti dell'azienda specializzata nel recupero di plastica, vetro e ferro.

Il 31 luglio scorso un grosso incendio ha fortemente ridimensionato la possibilità di utilizzare gli impianti ma, sia pur in maniera limitata, l'attività avrebbe potuto proseguire, nella parte non distrutta dal fuoco, attraverso una proroga.

Una delle soluzioni possibili a cui da oggi si sta lavorando con l'impegno della Regione Toscana, è quella di arrivare ad una nuova autorizzazione integrata ambientale capace di conciliare le esigenze produttive con quelle della popolazione che vive nei pressi dell'azienda.  

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