La Regione ritocca la pianta organica: 136 posti in meno negli uffici della giunta

FIRENZE - Lavori in corso sulle piante organiche dei diversi uffici e settori della Regione Toscana. Da un lato ci sono i dipendenti arrivati dalle Province all'inizio dell'anno, con parte delle funzioni a suo tempo delegate ed ora tornate in Regione, e dall'altro i posti lasciati vuoti (e cancellati) da chi è andato in pensione negli ultimi dodici mesi, ovvero dal 31 marzo 2015 al 31 marzo 2016, applicando le regole precedenti alla riforma Fornero del 2011. Quelle valide nel caso dei cosiddetti 'esuberi'.

 

La giunta ha preso atto oggi dei nuovi assetti e così sono stati cancellati 21 posti da dirigente e 115 nel comparto. La pianta organica degli uffici della giunta conta così al momento 2236 caselle, di cui cento riservate a dirigenti e non tutte comunque occupate. Altri posti saranno cancellati da qui a dicembre, con il pensionamento pre-Fornero, già programmato, di ulteriori dipendenti. L'anno scorso era stato annunciato un dimagrimento atteso di 261 posti, compreso il Consiglio regionale e Artea, che è l'agenzia regionale dedicata ai pagamenti dei contributi comunitari: di fatto un dipendente su dieci in meno nel comparto, uno su quattro tra i dirigenti.

 

La Regione nel frattempo ha comunque imbarcato anche nuovi lavoratori. Ai regionali storici si sono infatti sommati all'inizio del 2016 il migliaio di dipendenti arrivato dalle Province e che in buona parte continua a lavorare nelle stesse città di prima, in uffici che non sono più della Provincia ma della Regione. Su poco più di mille dipendenti, i dirigenti transitati sono ventiquattro, a cui si aggiungono (dal 1 aprile) venti dipendenti e tre dirigenti finora in forza all'agenzia Toscana Promozione e trasferiti agli uffici della giunta regionale con il compito di occuparsi dell'attrazione degli investimenti e del sostegno dalle iniziative di internazionalizzazione delle imprese toscane.

 

A regime, a gennaio del 2017, la Regione stima di contare 109 direttori o dirigenti in forza agli uffici della giunta ed altri cinque in Artea.

 

Cambiano le indennità dei dipendenti di Bruxelles

Novità in busta paga, intanto, per i dipendenti della Regione Toscana a Bruxelles, che a Rond Schumann, di fianco ai palazzi della Commissione europea, conta un ufficio con un dirigente, tre funzionari e due assistenti. L'indennità di sede estera cresce, rispetto all'inizio dell'anno scorso, di almeno centocinquanta euro netti (il doppio lordo) ogni mese. La giunta ha dato corso alla disposizione votata dal Consiglio regionale a febbraio.

 

Da sempre la Toscana corrisponde agli impiegati di Bruxelles, oltre allo stipendio che è legato all'inquadramento di ciascuno e che è lo stesso dei pari livelli con ufficio in Italia, un rimborso forfaittario delle spese per dover vivere all'estero. E' sempre stato pari al cinquanta per cento dell'indennità del personale del Ministero degli affari esteri. Dal 1 luglio dell'anno scorso il Parlamento aveva però ridotto di un quinto quella voce e così, a cascata, si era accorciata anche l'indennità dei dipendenti della Regione: 6800 euro lordi l'anno in meno per il dirigente, 4.655 euro tagliati ai funzionari e circa 4.400 agli assistenti. Due mesi fa, a febbraio, il Consiglio regionale ha fissato l'indennità regionale al 65% di quella del personale del Ministero degli esteri, recuperando il taglio con l'aggiunta di un piccolo bonus.

 

Al dirigente dell'ufficio di Bruxelles andranno così 53.600 euro lordi l'anno, ottomila quattrocento in più rispetto al ritocco al ribasso del 2015 e tremilaottocento in confronto alla paga prima di luglio. Per i funzionari ci saranno 36.500 euro lordi l'anno, ottomilaquattrocento euro in più rispetto all'indennità tagliata l'anno scorso e tremilaottocento rispetto a quella percepita in precedenza. Per gli assistenti sono invece 34.500 euro lordi in un anno, poco meno di ottomila euro in più rispetto al bonus dopo il taglio e tremilaseicento in confronto alla situazione precedente.

 

Quello di Bruxelles è l'unico ufficio all'estero della Regione Toscana. Gli altri sette sono stati chiusi tra il 2010 e 2011.

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