La Regione Toscana e l’impegno contro la mafia

FIRENZE - Il contrasto delle attività criminali non rientra tra le competenze delle Regioni. La Toscana da tempo vi è comunque impegnata, fin dall'inizio degli anni Novanta.  "La mafia non è qualcosa di lontano – sottolinea  l'assessore alla legalità e alla presidenza della Regione, Vittorio Bugli – La mafia investe in Toscana e delle mafie è necessario dunque che si parli ad alta voce, soprattutto ai più giovani".

La Regione ha sostenuto negli anni i campi estivi in Sicilia e Calabria sui terreni strappati alla criminalità. Contribuisce alla formazione di coscienze attive con quella ‘casa della memoria'  che è il Centro di documentazione e legalità democratica che si trova all'ultimo piano di Palazzo Strozzi Sacrati, affacciato su piazza Duomo a Firenze: un archivio della Regione sui misteri e i poteri occulti, le stragi, l'eversione e appunto anche la mafia e la criminalità organizzata in Italia. Uno spazio frequentato da studiosi ma anche dalle scuole.

Esiste dal 1999 addirittura una legge regionale per la promozione tra gli studenti e nella società civile dell'educazione alla legalità e lo sviluppo di una coscienza civile democratica. Inoltre l'anno scorso, nel 2017, la Regione ha commissionato alla Normale di Pisa un rapporto su mafie e corruzione, altro strumento per imparare a leggere con attenzione dove nella realtà mafia e criminalità si possono annidare. A breve dovrebbe uscire il secondo.

I commenti sono chiusi