La Toscana intensificherà la cooperazione con la Tunisia

FIRENZE – Con i marmisti delle Apuane, il contributo degli Uffizi, quello degli operatori del sistema sanitario toscano e delle organizzazioni del volontariato a partire dal Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti) che ha la sua sede a Firenze ed è già impegnato in zona, la Toscana intensificherà i progetti di cooperazione con la Tunisia ed in particolare con il governatorato di Kasserine, situato nella parte centro occidentale del Paese.

E' quanto è emerso al termine dell'incontro che il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha avuto nel suo ufficio con il collega neo governatore di Kasserine, Chedly Bouallague.

"E' dal 2012 che siamo presenti in quest'area – ha spiegato Rossi – con sedici progetti per complessivi 1,3 milioni di euro che spaziano dalla formazione dei giovani leader, al sostegno alla crescita delle istituzioni locali, all'artigianato, allo sviluppo rurale, al supporto all'associazionismo, al rafforzamento del sistema socio sanitario, alla formazione qualificata del personale sanitario attraverso corsi ed affiancamento di professionisti Italiani, alla partecipazione della comunità tunisina presente in Italia per la creazione di una rete di sicurezza sociale e sanitaria a Kasserine. E' un impegno che vogliamo intensificare".

L'ospite tunisino si è detto felice per questi progetti che "rafforzano il cammino tunisino verso una maggiore democrazia, che speriamo di proseguire con successo".

Il presidente Rossi ha ribadito la disponibilità degli operatori apuani del marmo a recarsi nella regione tunisina per condividere la loro esperienza nella lavorazione della materia, presente anche a Kasserine.

"Daremo poi corso – ha aggiunto il presidente della Toscana – alla richiesta della ministra tunisina della cultura di allestire a Tunisi una mostra delle opere d'arte tunisine conservate nei depositi degli Uffizi, iniziativa per la quale ho già ricevuto la disponibilità del ministro Franceschini. So che anche il nostro aiuto allo sviluppo del sistema socio sanitario locale è molto apprezzato. Da parte nostra faremo di tutto per sostenere la giovane democrazia tunisina".

Rossi, che si è recato in Tunisia nel luglio scorso, ha detto di essere rimasto molto colpito dalla bassissima età media, inferiore ai 18 anni.

"O riusciamo a dar loro una sponda – ha concluso – garantendo la crescita di quel Paese e il suo rapporto con l'Europa, oppure c'è il rischio che le giovani generazioni possano cadere preda dei fondamentalismi o del terrorismo. L'Italia deve occuparsi soprattutto del nostro vicinato, dal Medio oriente, ai curdi, ai siriani e soprattutto delle popolazioni del nord Africa e della zona sub sahariana".

Il presidente ha ricordato la straordinaria opportunità rappresentata dalla trattativa per la riconversione del debito tunisino verso l'Italia. L'Italia rinuncerebbe ad incassare i 25 milioni di euro dovuti dal governo africano, che dovrebbe in cambio destinarli a progetti di sviluppo in quattro aree del Paese magrebino, tra cui quella di Kasserine.

Al termine dell'incontro Rossi ha poi annunciato l'intenzione di tornare in Tunisia nella primavera del 2016 per verificare lo sviluppo dei programmi di cooperazione.

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