La Tunisia chiede aiuto ai cavatori apuani

FIRENZE - "Il presidente del consiglio regionale di Kasserine, Abes Rida, mi ha chiesto di avviare scambi di conoscenze per sviluppare il settore agromarmifero qui in Tunisia. Mi impegnerò a insediare un gruppo di lavoro e a mandare qui una delegazione di esperti toscani di attività estrattive. Carrara e Kasserine, Toscana e Tunisia hanno un futuro di crescita comune".


Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell'incontro con le autorità locali e regionali che ha avuto durante la seconda giornata della sua missione economico diplomatica in Tunisia.


Rossi ha aggiunto che è sua intenzione fare in modo che la cooperazione tra le due regioni prosegua anche nel settore culturale, dal sistema museale, alla ricerca con le Università toscane che potranno proseguire nei progetti di recupero degli antichi insediamenti romani di Sbeitla e di Hydra.


A proposito della minaccia del terrorismo che si accanisce contro la giovane, aperta e dinamica repubblica tunisina, il presidente della Toscana ha parlato di un interesse comune ad abbattere il terrorismo anche attraverso operazioni di intelligence per evitare che conquisti le masse popolari.

"E' opportuno – ha spiegato - riprendere la via del lavoro, della protezione sociale, della democrazia e della partecipazione per sconfiggere il terrorismo. L'Italia in passato ha vissuto fasi delicate ma siamo riusciti a combatterlo integrando attenzione alle emergenze sociali e con la capacità di repressione".


Intervenendo sul tema dell'accoglienza dei migranti, Rossi ha ricordato come subito dopo la rivoluzione tunisina del 2010 la Toscana accolse molte persone provenienti dal Maghreb.


"La presenza di migranti in Toscana – ha precisato - è una forza lavoro giovane che produce, lavora nei campi, nelle concerie, paga le tasse. I nostri popoli si stanno mescolando in modo inarrestabile e non ci saranno muri in grado di fermare questa convivenza. Siamo di fatto integrati perché lo sviluppo della vostra economia e il consolidamento della democrazia sono la ricetta giusta. L'integrazione, il lavoro, la cooperazione e il dialogo sono la grammatica della pace che noi toscani e voi Tunisini intendiamo alimentare".


E da questo punto di vista significativa è stata la testimonianza del presidente della Croce rossa di Kasserine, Mounir Jeliti, medico specialista del Pronto soccorso.


"Sono molti i rapporti tra noi tunisini e voi italiani. Cominciarono con i romani che fondarono numerose città, proseguirono con il mare che abbiamo navigato solcato assieme aprendo importanti rotte mediterranee. Oggi attraverso le nostre Università condividiamo importanti progetti archeologici, legati ai siti di Sbeitla e Hydra, che è ancora tutta da recuperare, e alla costituente tunisina che ha coinvolto esperti di diritto delle Università di Sousse, Kasserine e Siena. Possiamo dire che respiriamo la stessa aria, che mangiamo lo stesso pesce. I tunisini in Italia sono ben presenti, dopo la Francia, l'Italia è il secondo paese europeo per presenze tunisine. Ci sentiamo italiani e come voi figli di Annibale. Noi diciamo che l'Italia è il Nord della Tunisia e che la Tunisia e il Sud dell'Italia".

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