Laguna di Orbetello: verso lo stato di calamità naturale

FIRENZE – Per la Laguna di Orbetello si va verso la richiesta di stato di calamità naturale. Si è riunito infatti questa mattina il comitato scientifico, alla luce della moria di pesci registrata nel corso della nottata.


E' stata l'assenza di ossigeno nelle acque a determinare la morte di una importante quantità di pesce che è ancora in fase di determinazione, ma si parla di alcune tonnellate.


L'ultimo controllo effettuato due giorni fa, dopo la decisione del 18 luglio scorso di pompare acqua da Ansedonia e da Nassa, favorendone la fuoriuscita da Fibbia, aveva fatto registrare un aumento dell'ossigeno nelle acque.


Il fenomeno non si è però consolidato a causa del cambiamento del vento e del sopravvenuto scirocco, vento umido che non consente lo scambio termico nel corso della notte e favorisce dunque processi batterici e anossigenici.


Adesso l'obiettivo è quello di evitare che la mancanza di ossigeno si trasferisca a ponente, visto che al momento le acque sono convogliate in quella direzione. Per questo sono stati programmati una serie di interventi di insufflazione di ossigeno nei punti critici, tramite i tre battelli a disposizione e che operano normalmente sulla laguna. Si tratta di operazioni che continueranno senza interruzioni per le prossime 24 ore, mentre si continuerà a seguire l'evolversi della situazione.


Il sindaco Paffetti sta predisponendo un'ordinanza contingibile e urgente per consentire gli interventi in stato di emergenza e, in accordo con l'assessore regionale all'ambiente e al presidente della Provincia, presenterà alla Regione la richiesta volta all'ottenimento dello stato di calamità naturale.


Da parte sua l'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni, ha assicurato che porterà la richiesta del Comune in approvazione nella prima Giunta regionale utile, così da trasmetterla nei tempi più brevi al Ministero dell'agricoltura per l'approvazione.  


Resta fermo l'obiettivo di gestire la situazione di emergenza nella sua complessità per tutelare al meglio un bene naturalistico unico e pregiato insieme alle tante attività economiche a esso collegate.

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