Lavori di pubblica utilità, le modalità per l’attuazione. Rossi: “3 milioni per andare oltre la crisi”

FIRENZE –  Lavori di pubblica utilità al via. La giunta ha approvato le modalità per l'attuazione dell'intervento che partirà con la pubblicazione regionale di un bando, in uscita nelle prossime settimane. L'intervento si rende necessario per far fronte alle difficoltà legate al perdurare della crisi economica, con particolare attenzione alle aree di crisi  di Piombino, Livorno e Massa Carrara e ai territori in cui si siano verificate procedure di licenziamento collettivo per almeno 50 lavoratori di una stessa impresa, oppure cessazioni di attività che abbiano coinvolto almeno 50 lavoratori di una stessa impresa.  
 
"L'avviso – spiega il presidente della Regione Enrico Rossi – sarà finanziato complessivamente con 3 milioni di risorse del bilancio regionale e prevede la presentazione di progetti volti alla realizzazione di opere e servizi di pubblica utilità. Si tratta di uno strumento già sperimentato con successo e che, proprio per questo, abbiamo deciso di potenziare, calibrandolo meglio sulle esigenze delle aree di crisi e delle realtà maggiormente colpite dalla crisi. Solo continuando a sostenere i lavoratori in difficoltà e scongiurando ricadute sociali troppo pesanti  potremo portare avanti, insieme alle istituzioni locali e alle forze sociali, il lavoro già cominciato di rilancio dell'economia e dello sviluppo".  
     
Gli ambiti di intervento su cui si potranno presentare i progetti sono:  
 
  • valorizzazione del patrimonio ambientale, tutela degli assetti idrogeologici, bonifica delle aree industriali dismesse e interventi di bonifica dall'amianto;
  • valorizzazione del patrimonio pubblico urbano, extraurbano e rurale, compresa la relativa manutenzione straordinaria;
  • valorizzazione dei beni culturali e artistici anche mediante l'attività di salvaguardia, promozione, allestimento e custodia di mostre relative a prodotti, oggetti, attrezzature del territorio, nonché riordino o recupero e valorizzazione di beni archivistici, librari e artistici di interesse storico e culturale;
  • riordino straordinario di archivi e recupero di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo;
  • attività ausiliarie di tipo sociale a carattere temporaneo.  
A presentare i progetti dovranno essere, secondo specifiche modalità, le pubbliche amministrazioni , anche con partner privati.  
 
In particolare, sono due le grandi tipologie di intervento.
La prima, che potrà contare su 2 milioni e 500 mila euro, riguarda le aree di crisi regionale, ovvero i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta; Livorno, Collesalvetti, Rosignano Marittimo; i Comuni della Provincia di Massa Carrara.    
 
L'altra tipologia di progetti coinvolgerà, per circa 500 mila euro di contributi, i Comuni del resto della Toscana nei quali vi siano stati licenziamenti collettivi per almeno 50 lavoratori di una stessa impresa, oppure cessazioni di attività che abbiano coinvolto almeno 50 lavoratori di una stessa impresa.  
 
Novità Rispetto alla bozza iniziale, l'avviso che sarà pubblicato prossimamente ha introdotto una quota di contributo a carico della Regione più alto, portandolo dal 50 al 65%. 
Una decisione presa anche grazie ad un confronto con i Comuni, così come si è deciso di inserire la previsione che almeno il 50% dei progetti deve riguardare lavoratori licenziati, anche a seguito di una serie di incontri che il presidente Rossi ha avuto con delegazioni di lavoratori.  
Terza novità, l'ampliamento dei soggetti che possono presentare i progetti e di coloro che possono partecipare al partenariato con una o più amministrazioni pubbliche. Fra questi, anche le controllate dei Comuni a vario titolo, enti in house, cooperative, associazioni, fondazioni, consorzi no profit.   
Entità contributo La quota di finanziamento è pari a 6.500 euro per ciascun lavoratore assunto, mentre la parte restante è a carico del soggetto attuatore. L'impegno del lavoratore dovrà essere riferito ad un impegno settimanale non superiore 20 ore per un massimo di 12 mesi, (proporzionalmente ridotto in funzione delle ore indicate dal contratto).  
Spese ammissibili Per la prima tipologia di progetti (aree crisi) l'importo finanziabile va da un minimo di 50 ad un massimo di 600 mila euro. Per la seconda (licenziamenti collettivi) si va da 50 mila a 150 mila euro a progetto.   

I commenti sono chiusi