Lavoro sicuro nei porti toscani, siglato un protocollo

FIRENZE - Lavoro sempre più sicuro nei tre porti toscani di Carrara, Livorno e Piombino. E' l'obiettivo del protocollo firmato oggi in Regione dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e dai rappresentanti di autorità portuali, sindaci, Asl, sindacati, Inps, Inail, Vigili del fuoco, e tutti gli altri enti coinvolti nella questione della sicurezza del lavoro portuale. Un accordo che vuole accrescere la cultura e la pratica della sicurezza delle imprese e dei lavoratori e mettere in atto tutte le iniziative e le misure necessarie per elevare i livelli di sicurezza delle attività portuali.

"La sicurezza dei lavoratori - dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - è uno degli impegni prioritari della Regione Toscana. E parlando di sicurezza, tutte le operazioni portuali hanno una particolare complessità e necessitano di un'attenzione speciale. Tutti i firmatari di questo protocollo, e la Regione per prima, si impegnano a mettere in atto tutte le misure e le iniziative di propria competenza per garantire a chi lavora nei porti il massimo livello di salute e di sicurezza possibile, promuovere la cultura della sicurezza sia nelle imprese che nei lavoratori, che nelle istituzioni. Decisivo l'apporto delle forze sindacali - ha aggiunto l'assessore - che ci aiuteranno nella formazione, sulla quale la Regione ha investito 30.000 euro. Ma voglio ringraziare tutti: senza l'apporto di tutti non si riuscirebbe a dare risposte su un tema così importante come la sicurezza del lavoro".

Le operazioni portuali nell'ottica della sicurezza del lavoro rivestono una particolare complessità in relazione alla natura delle attività e alla compresenza di più soggetti e di più operazioni che richiedono particolare attenzione alla fase del coordinamento delle attività e del rischio delle interferenze. Nei tre porti toscani di Carrara, Livorno e Piombino, nei prossimi anni la priorità sarà quella di accrescere la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, sviluppando la cultura e la pratica della sicurezza delle imprese e dei lavoratori, per elevare in modo strutturale i livelli di sicurezza in tutte le attività e in situazioni come quella del porto di Livorno, nel quale il traffico containerizzato continua ad aumentare. I porti toscani sono da anni impegnati a costruire il proprio futuro su proporzioni  maggiori di quelle attuali. Nel caso del porto di Piombino il protocollo dovrà vedere la sua applicazione insieme a tutte le altre attività poste in essere per il rilancio e la competitività industriale e portuale.

Il protocollo si colloca all'interno del futuro piano regionale integrato di vigilanza, formazione e azioni attive che sarà a breve approvato e che riguarderà tutto il territorio regionale in coerenza con il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018. Le azioni del protocollo vedranno uno svolgimento nel corso della legislatura e comunque per almeno cinque anni dalla sua approvazione proprio in ragione dell'importanza delle azioni da intraprendere, che per la loro complessità si svilupperanno nel corso di più anni. Il primo protocollo di questo tipo era stato siglato nel giugno 2009.

Nel protocollo si ribadisce la reale complessità dei porti e delle attività che vi si svolgono, sia in termini di configurazione territoriale che di operatività, ed è proprio con tale assunto che si porranno in essere iniziative finalizzate allo sviluppo di un impegno comune per il miglioramento della sicurezza, valorizzando tutte le azioni possibili di coordinamento e l'impegno di tutte le componenti firmatarie nel rispetto di quanto previsto  dal Dlgs 9 aprile 2008 n.81, anche in relazione al funzionamento del comitato regionale di coordinamento.

La Regione Toscana e tutti gli enti preposti al controllo  dovranno concentrare le proprie azioni nell'ottica del coordinamento e attraverso modalità di continuo interscambio con le imprese, i lavoratori e le loro rappresentanze e dando contemporaneamente attuazione in modo efficace e puntuale alle norme in essere nelle specifiche realtà dei porti.

Tra i principali obiettivi, quello di accrescere i livelli di formazione dei lavoratori e degli operatori in materia di sicurezza; rendere più efficace l'attività di indirizzo, prevenzione e controllo degli enti preposti, con grande attenzione al sostegno dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS),   valorizzandone il ruolo tramite la collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza  di sito portuale (RLSS) presenti in tutti e tre i porti. Inoltre, elevare stabilmente i livelli di sicurezza del lavoro nei porti attraverso la prosecuzione della concertazione tra le parti sociali e la collaborazione tra le istituzioni e gli enti preposti alla prevenzione e controllo ai fini della realizzazione di procedure ed azioni condivise.

Il protocollo individua gli Rls di sito nei tre porti toscani nel numero di 1 per il porto di Carrara, 1 per il porto di Piombino e 3 per Livorno. Sono state riconfermate le ore a loro disposizione per lo svolgimento dei compiti previsti dal Dlgs 81/08 e in particolare 350 ore per il porto di Carrara, 600 ore per il porto di Livorno e 400 ore per Piombino.

"Un altro settore che desta molta preoccupazione - ha aggiunto ancora Stefania Saccardi - è quello del marmo, in cui recentemente abbiamo contato incidenti e morti. Stiamo predisponendo un atto ricognitivo da portare in giunta, per capire, settore per settore, tutti gli interventi che possiamo mettere in atto per rendere il lavoro sempre più sicuro".

 

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